Bus e maleducazione, tante proteste all'Atv
AUTOBUS. Una giovane redarguita perché non chiude il passeggino. Il presidente Soardi:«Sulle segnalazioni facciamo accertamenti per sanzionare chi è scorretto»
Verona. Una giovane mamma che sale sull'autobus con bimba di tre mesi e passeggino aperto, l'autista che l'invita, non troppo diplomaticamente, a chiudere l'attrezzo per motivi di sicurezza, lei, che è romena ma vive in Italia da anni, che non «ottempera» e che, anzi, si posiziona in un angolo del bus, pensando di non far nulla di male, e provoca la reazione dell'autista che l'apostrofa: «Oh bella, se non capisci l'italiano tornatene a casa tua». Tutto davanti al compagno (e padre della bambina) della donna che in questo linguaggio ravvisa anche una discriminazione.
E a questo punto scatta la lettera di segnalazione, molto dettagliata, alla direzione dell'Atv, che ora ha aperto un'indagine interna per verificare le circostanze dell'accaduto e decidere eventuali sanzioni a carico del conducente. Ma non è il primo caso.
«Abbiamo 700 autisti che percorrono 22.000 chilometri l'anno in città e in provincia», commenta il presidente di Atv Gianluigi Soardi. «Purtroppo può accadere che qualcuno risponda male. Noi cerchiamo di formare al meglio il nostro personale, perchè sia sempre al servizio degli utenti in modo adeguato. Ma le situazioni di difficoltà ci sono. Vorrei anche sottolineare che gli autisti fanno una vita difficile, perennemente sotto stress, costretti a conciliare le esigenze del pubblico, con gli orari e con il traffico, in tutte le stagioni. Spesso affrontano circostanze in cui rischiano di persona».
«La vicenda, come le altre segnalazioni che arrivano all'Atv, sarà oggetto di un'attenta indagine», assicura il direttore di Atv Stefano Zaninelli. «Quando gli utenti ci scrivono per segnalare casi di disagio o di disservizio, precisando il numero del bus e l'orario in cui si è svolta la vicenda, procediamo sempre e valutiamo l'operato dell'addetto che può essere sottoposto a richiamo, a sanzione o anche alla sospensione dal servizio per i casi molto gravi. Come azienda facciamo molta formazione per addestrare il personale a trattare con il pubblico ma il comportamento poi riguarda i singoli».
Stefano Ferrari, sindacalista della Faisa-Cisal, lavora all'Atv da 18 anni. Anche lui è venuto a conoscenza della lettera di protesta del compagno della signora salita sul bus con il passeggino aperto e per questo redarguita in malo modo dall'autista. «Il regolamento dell'Atv vieta di tenere passeggini aperti sugli autobus pe revidenti motivi di sicurezza. Ciò non toglie che le modalità con cui la signora è stata avvisata non erano delle più cortesi», commenta Ferrari. «Il problema è che gli autisti devono far rispettare le regole ma non hanno nessun reale potere. Ad esempio nei giorni scorsi so di un utente salito su un autobus cittadino con un grosso pastore senza museruola. È vietato e l'autista glielo ha fatto presente. Risultato: l'utente non è sceso e l'autista non ha potuto far nulla. In teoria avrebbe potuto chiamare i vigili urbani o la polizia. Ma quante volte accadono situazioni del genere? E quante volte gli autisti, per aver richiamato gli utenti a rispettare le regole finiscono per essere insultati se non aggrediti? Questo, ovviamente, non giustifica certi comportamenti da parte degli autisti. Tant'è che l'azienda, quando trova riscontri, sanziona gli interessati».E.CARD.
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1 Tiavr91 03/08/2010 11:27 233 commenti
Su Soardi non commento, dico solo che voi lo conoscete come presidente ATV e a leggere i commenti non vi va a genio ed io concordo con voi ma per me oltre che presidente ATV è anche sindaco! Non dico altro...