Forti: «Andrebbe chiusa completamente al traffico»

LA PROPOSTA. «È un gioiello, non ha senso tenerla aperta alle auto»
L'architetto: «Non sempre noi veronesi sappiamo valorizzare la nostra storia e la nostra identità»
14/03/2010
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L'architetto Giorgio Forti

«Non sempre noi veronesi sappiamo valorizzare la nostra ricchezza storica per cui ci vuole qualcuno che viene da fuori, come Vittorio Sgarbi, a ricordarci che Verona è la quarta città italiana in fatto di beni culturali e turismo e se pensiamo che in Italia abbiamo il 60 per cento del patrimonio storico e artistico mondiale, se ne deduce che Verona è fra le quindici o venti città più belle del mondo, un buon motivo per non ridurre la Bra a piazza da sagre paesane». L'architetto Giorgio Forti unisce la sua voce a quanti, come il soprintendente Andrea Alberti, si dicono stanco di «caciarate» nella piazza simbolo della città.
«La Bra», commenta, «vive di vita propria, come piazza Erbe o piazza Dante, mentre altre piazze avrebbero bisogno di eventi che le facciano conoscere. Penso a piazza Isolo o alla piazza dell'Arsenale... Ma dopo le "Rugiadiadi" degli anni '80 e le successive "Sironiadi"», ironizza l'architetto, «vedo che si continua sulla stessa strada. Con ciò non dico che i banchetti di Santa Lucia non ci possano stare, perché ormai sono una tradizione, e ben venga anche il "Tocatì" che coinvolge tutta la città, ma manifestazioni come la "Formula formaio", il pattinaggio sul ghiaccio o le esposizioni di macchine proprio no».
Il soprintendente auspica un "disciplinare" con regole precise per l'utilizzo della Bra. «Basterebbe avere la consapevolezza di cos'è Verona e un po' di buon senso perché le regole rischiano di introdurre inutili rigidità, ma se questa coscienza non c'è allora ben vengano norme e protocolli».
Che fare allora? «Una sfilata di alta moda, come a Trinità dei Monti», afferma l'architetto Forti, «sarebbe un evento adeguato, che darebbe lustro alla piazza e alla città, quanto all'Arena sappiamo che nel mondo significa opera lirica ma va benissimo quando si apre a grandi artisti e a spettacoli culturalmente compatibili, ma non va bene per i cori parrocchiali o amatoriali... Il livello deve rimanere alto perché piazza Bra è un gioiello». E, a tale riguardo, lancia una proposta che, a suo dire, non vuol essere provocatoria: «Perché non chiuderla completamente al traffico quando termineranno i lavori in piazza Cittadella? Dopo la chiusura di via Roma in fondo, non ha più senso tenerla aperta alla circolazione». E.S.