L'addio del Due Torri allarma gli albergatori
A CONTI FATTI.Le reazioni dopo la notizia della cessione del Baglioni. Zenatello di Assindustria: «Solo lirica? Una visione ingenerosa. Ma la clientela internazionale non c'è»
Verona. La notizia del cambio di gestione del Due Torri Hotel Baglioni, lo storico e lussuoso albergo del centro storico, in piazza Santa Anastasia, annunciata l'altro giorno dal presidente e fondatore del gruppo Baglioni Roberto Polito, suscita subito reazioni di preoccupazione nel settore del turismo e del commercio. Polito ha giustificato la cessione per la mancanza, tra le mura scaligere, di eventi di richiamo internazionale, ad eccezione della stagione lirica. Troppo poco per far quadrare i bilanci.
«Per Verona il Due Torri è da sempre un fiore all'occhiello: questa è una perdita grave, che deve far riflettere», commenta il presidente della sezione Turismo di Assindustria Gianni Zenatello, che è anche il proprietario di un altro hotel di lusso del centro, l'Accademia. «Ora mi pare che questa affermazione di Polito, che a Verona c'è solo la lirica, sia almeno un po' ingenerosa, perché vanno ricordati almeno anche i principali eventi fieristici, da Vinitay a Fieracavalli. Ma basta fare qualche conto: la stagione lirica dura 45 o 46 giorni, poi le fiere di rilievo, per il resto dell'anno effettivamente eventi di richiamo internazionale che possano portare una clientela adatta ad un hotel come il Baglioni non ci sono. Certo Verona ha realizzato in questi anni molti eventi interessanti, ma si tratta di un'altra cosa; il settore alberghiero oggi soffre di una forte crisi. Una crisi che è anche il riflesso della situazione delle aziende: i tagli sulle spese comportano una diminuzione dei viaggi per affari, e i nostri hotel vivono per il turismo legato al business. Insomma, va considerato l'intero sistema economico-finanziario per inquadrare nella sua complessità il problema».
«Proprio in questi giorni ho letto che gli alberghi di Verona sono tra i più cari d'Italia: ne sono rimasto contrariato e indispettivo, per l'infondatezza di un'analisi parziale», osserva Giulio Cavara, presidente degli albergatori di Assindustria. «Mai come oggi a Verona gli alberghi hanno fatto prezzi accessibili e che la chiusura del Due Torri è la dimostrazione, greve, che il settore soffre. Dobbiamo ammettere che Verona oggi non può classificarsi come città turistica di primo livello in Italia e se mantiene il quarto posto tra le città turistiche dello Stivale lo deve alla lirica. Senza la lirica, saremmo una città di quarto livello in termini turistici. Lo affermo pur condividendo le scelte dell'amministrazione attuale, ma il problema è legato a vari fattori congiunturali, che vanno dalla crisi attuale alla grande concorrenza dell'extralberghiero di cui una grande parte non rispetta le norme».
«Non credo che si possa affermare che a Verona mancano gli eventi, forse si deve pensare a scelte personali legate alle dinamiche del gruppo Baglioni», osserva l'assessore al Turismo Perbellini. «Abbiamo 150 giorni di fiera, week-end a tema, una stagione teatrale di primo piano, tra giugno e dicembre tre grossi convegni medici già prenotati».
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1 ROS_ARENA 17/03/2010 07:55 51 commenti
Le cause possono essere molteplici, prezzi troppo alti e mancanza di attrazioni dopo la lirica. Le mostre organizzate sono interessanti ma ci vogliono Van Gogh, Gauguin, Monet .......artisti " adatti" alla Gran Guardia e al Palazzo della Ragione che attirino visitatori disposti a fermarsi qualche giorno. Verona è diventata una città europea. Adesso è giunto il momento di fare ulteriori passi avanti.