Superiori, le iscrizioni chiudono fra 11 giorni
ISTRUZIONE/2. Una scadenza che interessa oltre tremila studentiE le proposte formative sono numerosissime
È ormai molto vicina la scadenza del 26 marzo, termine ultimo per l'iscrizione nella prima classe delle superiori. I genitori degli oltre 3 mila studenti di terza media di città e provincia hanno avuto due mesi in più di tempo per decidere. Per loro sono stati altri 60 giorni di «via crucis» tra una scuola e l'altra per conoscere tutte le novità della Riforma Gelmini che partirà dal settembre prossimo. I due mesi sono stati necessari non solo alle famiglie, ma soprattutto alle scuole per preparare le nuove proposte. E, nonostante il ministro della pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, continui a dichiarare che finalmente questa riforma ha messo ordine a centinaia di indirizzi che creavano confusione, la realtà dei fatti, anche con la sua Riforma, la smentisce. Infatti, in nome dell'autonomia scolastica, la sua normativa concede alle scuole la possibilità di variare gli insegnamenti per una quota del 20 e del 30 per cento dell'orario. E così i dirigenti scolastici con i collegi docenti per differenziare l'offerta formativa si sono sbizzarriti a creare tantissime variazioni, sfruttando questa possibilità.
Sulla carta, proposte tutte estremamente interessanti, ma che decisamente vanno contro la volontà del ministro. Il liceo classico riformato ha così 5-6 percorsi, potenziamenti, curvature (sono stati definiti con vari nomi), lo scientifico altrettanti. E così, i vecchi indirizzi usciti dalla porta stanno entrando dalla finestra. Sono comunque variazioni minime, una, due, massimo tre ore diverse per corso alla settimana (riducendo per altrettante ore le materie dell'indirizzo), ma sufficienti a mettere in crisi molti genitori.
Infatti, questi cambiamenti sono molto allettanti e interessanti: in molti casi, coinvolgono le discipline giuridiche, le grandi escluse dalla riforma Gelmini, sebbene il ministro sia laureato in giurisprudenza. Oppure, l'aggiunta di una ulteriore lingua straniera, oppure rafforzamenti di greco, matematica e scienze. Ci sono però alcuni istituti che hanno aumentato il monte ore settimanale (la legge lo permette) con nuove discipline.
Resta in questo caso una domanda di fondo: chi pagherà i professori? Intanto, mentre i genitori scelgono, all'Ufficio scolastico provinciale del Saval, si stanno tenendo riunioni fra le varie scuole per cercare di organizzare al meglio i contenuti delle materie di studio, sia per quelle discipline che aumentano il monte-ore, sia per quelle che diminuiscono. Un lavoro molto proficuo, una volta tanto fatto insieme dalle scuole. All'Ufficio scolastico regionale di Venezia, dove sono stati convocati di recente i dirigenti, non si nascondono una grande paura: il numero di professori soprannumerari che la Riforma Gelmini produrrà e che verranno parcheggiati nelle scuole: che cosa si farà fare a questo personale?
La Riforma ha indicato anche una serie di insegnamenti aggiuntivi che potranno essere attivabili. Dunque, ore in più per gli studenti? Staremo a vedere. C'è da credere, comunque, che per risolvere questo spinoso problema che metterà in fibrillazione i sindacati della scuola, quest'anno ci sarà un massiccio pensionamento «forzato» per tutti quei docenti che, avendo i requisiti per mettersi a riposo, sono ancora in cattedra. Si tratta per lo più di docenti «storici», dalla grande professionalità e che, a dispetto di tutto, amano ancora il loro lavoro e sanno ancora dare tanto agli studenti. Ad ogni modo, come vogliono le leggi di mercato, sarà la domanda a governare l' offerta, anche se si tratta di istruzione e dunque alla fine saranno i genitori a segnare con le loro scelte la strada che imboccheranno le superiori veronesi con la riforma Gelmini.
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