«Mi metto nei panni del vescovo Zenti»
IL PATRIARCA DI VENEZIA. Dialogando a Venezia con Lucia Annunziata sull'etica dell'informazione, il patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, ha detto di essersi posto «nei panni del vescovo, monsignor Zenti, che una mattina si sveglia e trova sui giornali quel che trova». Scola lo ha detto facendo implicito riferimento ai presunti casi di abusi sessuali in un istituto per sordomuti al Provolo fino al 1984.
«I direttori che hanno giudicato che "non si poteva non farlo" - ha chiesto il patriarca - si sono mossi sul verosimile o hanno avuto la vera passione alla verità?». Per Scola, «il grande giornalista si vede qui, è colui che non gioca alla smentita, ma colui che dà la 'buona notizià, perchè persegue il fine del "bene pratico", della valorizzazione sistematica del positivo. Il verosimile non è sufficiente - ha rilevato - anche nei titoli, che danno più spazio al verosimile che al vero». Secondo il patriarca, i mass media sono tentati a volte ad aver «fede nella verosimiglianza, all'apparente conformità al vero, più che nella verità», sommando dati visti con i propri occhi a schemi prefissati, cucendoli nella descrizione di un fatto presunto, «anzichè limitarsi all'interpretazione dei dati che abbiamo effettivamente in mano». Il patriarca ha detto di aver pensato a questi temi «nel sonno un pò travagliato che ho avuto stanotte pensando a questo incontro». «Non vado ai talk show - ha detto tra l'altro Scola - perchè ho la tendenza al ragionamento e non alla battuta, almeno così mi dicono, così la gente si stanca: per questo non ci vado».
IL VESCOVO DI PADOVA. Quella che è piovuta sulla diocesi di Verona «è una accusa pesante, infamante: quando si lanciano accuse di questo genere non si può farlo senza nomi e cognomi, più sono gravi tanto più le accuse devono essere circostanziate».
Lo ha ribadito il vescovo di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, a margine dell'incontro con i giornalisti per la festa di San Francesco di Sales, accennando alle accuse di violenze lanciate da alcuni ex alunni sordomuti del centro Provolo.
«Non ci si può limitare a buttare nel piatto una accusa del genere senza un approfondimento e una analisi ben chiara - ha sottolineato il prelato -. Mi auguro che la stampa tratti questo argomento con delicatezza e con la voglia di cercare la verità».
IL VESCOVO DI VICENZA. Incontrando brevemente i professionisti al termine della celebrazione il vescovo di Vicenza, monsignor Cesare Nosiglia non ha voluto commentare le accuse di presunta pedofilia indirizzate alla chiesa veronese («mons. Zenti sa benissimo come operare e cosa dire»). Chiudendo l'omelia tuttavia lo stesso presule aveva indicato che «spesso ci si trova impotenti davanti a campagne orchestrate per confermare tesi che poi si rilevano fasulle».
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