«La mascherina sulla bocca non basta»
CHE ARIA TIRA. Respiriamo non solo polveri sottili ma anche sostanze nocive dovute al traffico e al riscaldamento
Che aria tira a Verona? Per niente buona, come risulta dal bollettino quotidiano sulle polveri sottili dell'Arpav. In particolare, nell'ambito di una «scadente qualità dell'aria» diffusa in tutto il Veneto (eccetto la parte montana più a nord), emerge che, per quanto riguarda la nostra città, Borgo Milano e quartieri limitrofi non riescono a sfilarsi la maglia nera: anche ieri, rivela la nota Arpav, «concentrazione di Pm10 superiore al valore limite», con 90 microgrammi di polveri inquinanti per metro cubo d'aria, contro il tetto di 50 stabilito per legge. E non va meglio nella stazione di rilevamento rurale al Cason, con 89 microgrammi.
«Certo che siamo preoccupati per i nostri bambini e per noi stessi. Ma cosa possiamo fare da soli?», esclamano in tono rassegnato i residenti di Borgo Milano, mentre aspettano i figli all'uscita delle scuole elementari Uberti e medie Fedeli, in piazza Marinai d'Italia. «Non è una novità che la zona sia inquinata, ma con una semplice mascherina sulla bocca non si risolve il problema», commentano i genitori. «Tanto più se non si eliminano grandi contraddizioni». Si riferiscono, come conferma Paolo Candela, membro del consiglio d'istituto, al super riscaldamento nelle due scuole, soprattutto la Fedeli. «Termosifoni bollenti a tutte le ore del giorno e della notte: gli studenti, alla mattina, sono costretti ad aprire le finestre e molti si ammalano», spiega. «Il problema, forse un disguido nel servizio di teleriscaldamento, è stato fatto presente più volte, ma finora senza risultato». E altri abitanti rincarano la dose: «Spreco e inquinamento: non è educativo che questo parta proprio dalle scuole».
Intanto, dall'Arpav non giungono buone notizie per i prossimi giorni: «L'attenuazione dei venti», si legge nel bollettino, «determinerà un minor rimescolamento e le concentrazioni di Pm10 saliranno». Non solo polveri sottili, però: a ristagnare nell'aria sono anche altre sostanze nocive generate per metà dal traffico viabilistico e dagli impianti termici, e per il resto da industrie e cantieri: benzene, ossido d'azoto e monossido di carbonio. A tenere d'occhio il fenomeno, e la sua incidenza sulle condizioni di salute della popolazione veronese, è l'Ulss 20. «Nella nostra realtà», spiega Massimo Valsecchi, direttore del Dipartimento di prevenzione, «costituiscono fonti rilevanti anche alcune industrie di grosse dimensioni, l'aeroporto Catullo e le autostrade che attraversano il territorio spesso in stretta contiguità con quartieri residenziali». I sintomi più frequenti? «L'inquinamento atmosferico contribuisce a irritare gli occhi, la gola e i polmoni». E le fasce più esposte? «Sono i bambini, gli anziani e tutti coloro che soffrono di patologie respiratorie e cardiache», risponde.
Ma i danni maggiori emergono nel lungo periodo, come spiega Andrea Rossi, primario di Pneumologia all'ospedale di Borgo Trento: «Le statistiche dimostrano che chi abita in una zona insalubre vive in media sei mesi in meno rispetto a una persona che respira aria migliore». Non si possono fare studi individuali, precisa il medico, ma solo stime sulla collettivià.
A conferma, una signora di Borgo Milano esclama: «Sono 20 anni che vado al lavoro in bicicletta e continuerò a farlo: non mi sono mai ammalata». I consigli dell'Ulss 20 per prevenire i danni, soprattutto se le proprie condizioni di salute sono già compromesse, possono essere ridotti a uno solo: restare in casa durante i picchi d'inquinamento. L.CO.
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1 olicla 29/01/2010 16:17 1872 commenti
maschera??? Ma se le NANOPOLVERI prossima eredità degli Euro5 non hanno neppure bisogno di essere respirate, per devastarci! Passano attraverso vestiti, pelle, carne e vene e ci entrano direttamente nel sangue... non basterebbe neppure uno scafandro da palombaro! Ecco gli effetti di una politica dei trasporti che privilegia il finto ECO diesel soprattutot in città e dimentica i piedi come mezzo di trasporto! Moriremo tutti... con un bel buco sotto le torricelle