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Cronaca

17.01.2010

Ecco il ciclone Beppe Grillo
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L'ALTRA POLITICA. Comizio improvvisato in piazza Erbe per lanciare alle regionali il suo «Movimento cinque stelle». Su YouTube i video dei partecipanti al comizio. Clicca i link in fondo all'articolo

Beppe Grillo il 16 gennaio in piazza Erbe. FOTO MARCHIORI

Beppe Grillo il 16 gennaio in piazza Erbe. FOTO MARCHIORI
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«Ho passato cinque anni a mandare tutti a vaff... ma oggi non voglio dire parolacce, voglio entrare nel 2010 con amore e serenità». Beppe Grillo arriva in piazza Erbe indossando un elmetto bianco, insieme ai candidati del suo «Movimento cinque stelle» che si presenteranno alle elezioni regionali in Veneto. Ci sono David Borrelli, candidato presidente e il veronese Gianni Benciolini tecnico informatico dell'università. Il comizio è quasi improvvisato: un microfono, un altoparlante e come palco il piedistallo del monumento che ricorda il bombardamento austriaco del 14 novembre 1915. Così il ciclone Beppe Grillo si abbatte su Verona. «Non siamo né di destra né di sinistra, siamo conservatori: vogliamo conservare il buon senso e il buon senso oggi è rivoluzione, siamo cittadini con l'elmetto che vogliono riprendersi in mano la vita e un nostro eletto non rappresenta se stesso, ma è un social network».
Parla ininterrottamente per quasi un'ora senza risparmiare nessuno. Comincia con il ministro «"Tremorti" che va in Cina a vendere bot e cct del debito pubblico che qui nessuno vuole», passa al leader del Pd Bersani «che vuole privatizzare l'acqua mentre il Comune di Parigi si è ripreso la gestione del servizio idrico risparmiando 30 milioni di euro l'anno», continua con i politici «che cambiano il significato delle parole e chiamano escort le prostitute e utilizzatore finale chi le frequenta». Parla di «mostri» e di «Camere illegittime formate da mille parlamentari nominati da cinque segretari di partito». Urla la sua rabbia per le «350mila firme di cittadini che chiedono il ritorno alla preferenza e che nessuno prende in considerazione». Se la prende anche con il capo dello Stato che chiama «Morfeo». Alza la voce: «Hanno tutti paura dei cittadini, vanno fra la gente circondati da guardie del corpo». Un elogio, a modo suo, lo riserva alla Lega: «Se vedono un portatile lo guardano come un marziano, ma abbiamo delle affinità: i leghisti come noi lavorano da cinque anni sul territorio, loro sopravviveranno, gli altri sono già morti».
Si agita - «nelle foto sui giornali appaio sempre con la faccia incazzata ma io non sono cattivo» - perde l'equilibrio, cade, ma i suoi fan lo sorreggono. «Questo non è un palco, è una trappola». Si radunano circa trecento persone. Gli applausi si fanno scroscianti quando Grillo attacca la "casta": «Bisogna ripartire da zero, non vogliamo più essere governati da settantenni che non vedranno in funzione le centrali nucleari che vogliono costruire, mentre ci saranno i nostri figli». Cita l'inceneritore di Ca' del Bue: «A San Francisco riciclano il 75 per cento dei rifiuti e non hanno né inceneritori né discariche... e sono una metropoli». Li dipinge come «una pistola alla tempia dei nostri figli», Chiama i carabinieri: «Dove sono? Arrestatemi se sono un terrorista mediatico, ma ho ragione io».
Prima di salire in auto diretto a Mestre, una battuta su Tosi "sindaco più amato d'Italia". «Può darsi», dice, «ma voglio sapere che pensa dell'acqua, dell'energia, dell'ettrificazione del traffico, della mobilità, voglio idee non ideologie». Il referendum chiesto dal comitato anti-traforo delle Torricelle? «I trafori, come il ponte sullo Stretto, sono allucinazioni. Sono basati su studi vecchi, quando il trasporto delle merci aveva un senso. Ma oggi i camion girano mezzi vuoti. Il business è farli girare perché dove parcheggiano pagano».

Enrico Santi

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Enrico Santi

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