I genitori di lei: «Non può aver deciso di uccidersi»

SANGUINETTO. I parenti hanno provato a cercarla per ore quando non l'hanno vista rientrare dal lavoro alle 14
«Adorava la vita. E le bambine erano la cosa più importante che aveva al mondo Ci eravamo informati, le sue condizioni di salute non erano così preoccupanti»
13/01/2010
Zoom Foto
L'utilitaria in cui Mirco e Genni si sono tolti la vita. Prima hanno provato con il gas di scarico, poi lui ha sparato un colpo di pistola contro la donna prima di rivolgere l'arma contro sé stesso DIENNEFOTO

«Me l'ha ammazzata senza un motivo. Non può essere vero che Genni è morta in quel modo. Come ha potuto uccidere una mamma con due bambine piccole». Sono state queste le urla strazianti di mamma Sandra davanti all'abitazione della famiglia in via Cesare Battisti 146 pochi istanti dopo aver saputo della tragica fine della figlia Genni Dal Vecchio. «Io me la sentivo che la relazione con quel Mirco non avrebbe portato a nulla di buono. Non può essere vero che Genni è morta, lei viveva solo per le sue bambine. Per lei le piccole erano la cosa più importante al mondo non credo possibile che abbia deciso di farla finita. Ci sono cose non chiare in questa storia e voglio che mi vengano date delle spiegazioni». Genni aveva lasciato lunedì mattina alle 6 la casa dove viveva con la mamma e le sue bambine di 5 e 12 anni per andare al lavoro a Cerea. Alle 14 la donna non ha fatto rientro e subito i familiari si sono preoccupati chiamandola in continuazione sul cellulare. Il telefono squillava ma dall'altra parte non rispondeva nessuno. Nessuna risposta nemmeno dal numero di Andrioli. Segno questo che probabilmente la tragedia si era già consumata oppure che Genni non voleva rispondere ai parenti disperati avendo già preso la sua decisione.
Nessuno comunque ha ritenuto opportuno avvisare i carabinieri della scomparsa della giovane mamma sperando in un suo ritorno visto il suo forte attaccamento alle bambine. Speranze che si sono infrante quando i familiari hanno visto arrivare la stampa a chiedere notizie della loro congiunta. Poco dopo le 17 le figliolette sono state fatte uscire di casa accompagnate dalla zia materna e portate lontano per non far loro capire della tragedia che segnerà per sempre la loro esistenza. Una vita difficile quella di Genni con alle spalle un matrimonio sbagliato e la nascita delle due figlie vissute fino a qualche mese fa a Roncoferraro nel Mantovano prima di trasferirsi a casa della nonna nella speranza di trovare un po' di felicità e tranquillità. Da agosto infatti Genni era tornata a vivere a Sanguinetto e proprio qui aveva incontrato Mirco Andrioli, il suo primo fidanzatino di quando aveva solo 13 anni. I due si vedevano praticamente ogni giorno. Una storia tra i due vissuta prima in sordina e poi sempre più alla luce del sole fino al tragico epilogo. Nella tragica decisione potrebbe avere un ruolo importante un male che Genni avrebbe da poco scoperto di avere ad alcuni anni da un precedente intervento. Ultimamente gli amici avevano anche notato un di peso, ma avevano pensato alle preoccupazioni dovute alla recente separazione e al peso di dover crescere da sola le bimbe.
A questa ipotesi comunque mamma Sandra sembra non voler credere. «Genni adorava la vita. Amava le sue bambine e voleva lottare per dare loro un futuro. Ci eravamo informati dai medici che l'avevano in cura ma non sembrava che le sue condizioni di salute fossero preoccupanti a tal punto da condurla a fare questa scelta. A casa non ci ha mai fatto capire che era stanca della vita e nemmeno con le sue figlie ha mai fatto discorsi che potessero far pensare a quello che è successo. Il mio terrore è che le mie nipotine possano essermi tolte perché non ho un lavoro: loro sono oramai tutto quello che mi è rimasto».
Riccardo Mirandola

Riccardo Mirandola