«Filovia, fuori il progetto E poi la tramvia costava e inquinava di meno»
Il filobus? Fuori il progetto. E poi, attraverso la Valutazione di impatto ambientale, confrontarlo con quello della tramvia, «più conveniente dal punto di vista economico e con minora impatto ambientale». Giuseppe Campagnari, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, replica così all'intervista rilasciata al nostro giornale mercoledì scorso dall'assessore comunale alla mobilità Enrico Corsi, che ha tracciato gli obiettivi del 2010 nel suo settore. Cioè far partire la gara d'appalto per affidare la gestione delle filovia, dopo che il Cipe ha detto sì al progetto presentato dal Comune. Poi individuare il concessionario per gestire il passante nord con traforo delle Torricelle per 46 anni. Far partire poi il bando di gara per il progetto e l'affidamento dei lavori del parcheggio dell'ex Gasometro, dove verranno costruiti vicino anche il comando dei vigili e alcuni negozi. «A oggi non esiste un progetto ufficiale della filovia, a parte quello che Corsi dice di aver portato al Cipe», dice Campagnari in una nota, «e la Via è un atto dovuto che va esperito nei termini di legge, che contemplano la presentazione pubblica dell'opera e ampi spazi per le osservazioni da parte di associazioni e cittadini. Comunque, tutti gli ecologisti che da decenni si battono afinché la città venga dotata di un serio sistema di trasporto pubblico rapido di massa faranno certamente sentire la loro voce». Campagnari precisa che «la filovia rispetto alla tramvia ha una capacità trasportistica nettamente inferiore, senza contare i problemi di inquinamento acustico e atmosferico, visto che in centro il filobus verrà alimentato da motori diesel».
Infine i costi. «Qualcuno dovrà pur osservare che il project financing per il traforo, del valore ormai di mezzo miliardo, potrebbe venire più utilmente applicato a realizzare un sistema tramviario completo, composto da due tracciati», conclude Campagnari. «Il primo tronco della tranvia costava 210 milioni ed era assistito per il 60 per cento da un finanziamento statale. Sotto il profilo della gestione poi non cambierebbe niente: una volta affidata a una gara europea la scelta del promotore, il vincitore si garantirebbe la gestione del sistema di trasporto pubblico cittadino per 20 o 40 anni».
Sulla filovia avanza dei dubbi anche Michele Bertucco, di Legambiente. «Il filobus correrà su gomma in mezzo al traffico cittadino con mezzi ibridi, gasolio ed elettrici», spiega, «e quindi non riusciamo a capire quali saranno i vantaggi per la nostra città. I costi poi sono destinati a crescere come è già capitato per il traforo. Quanto al parcheggio, i lavori erano già partiti e si erano fermati per cercare i soldi della bonifica. E aver pensato ad altre opere vicino ha allungato ancora i tempi».E.G.
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