Alpino e partigiano, premiata la sua vita al servizio degli altri

RICONOSCIMENTI. Mercoledì 23 dicembre cerimonia al teatro Alba per il tradizionale Premio della bontà Santa Lucia
Classe 1919, a 20 anni era un angelo per i soldati Nel rione aiutava tutti: con l'auto, che pochi avevano, portava le donne a partorire in ospedale
20/12/2009
Zoom Foto
Al centro Ugo Tonini, classe 1919, con il cappello da alpino

«Non so se me lo merito. Non ho parole per ringraziare». L'alpino Ugo Tonini, 91 anni, reagisce con umiltà alla bella notizia che lo vede Premio Bontà Santa Lucia 2009. Ad informare Tonini sono stati Igino Mengalli, presidente dell'associazione Santa Lucia che da 25 anni organizza il Premio, e Sergio Corso, consigliere sezionale Ana di Verona e già capogruppo degli alpini del Quartiere Indipendenza. Con il pubblico riconoscimento si vuole proporre «esempi positivi di vita, generosità e altruismo alla gente dei nostri quartieri, soprattutto ai giovani», ha ricordato Mengalli.
La motivazione ufficiale con la quale a Ugo Tonini viene conferito il Premio Bontà dice: «Uomo di fede semplice e generosa, si è donato agli altri nei difficili momenti della guerra, nella lotta partigiana, nella vita sociale del nascente Quartiere Indipendenza, nel gruppo Alpini di cui è stato cofondatore e solerte dirigente per lunghi anni».
Nato a Caprino nel 1918, a 20 anni si arruolò negli Alpini e fu inviato sul fronte occidentale, e poi su quello greco-albanese in cui si distinse per un atto valoroso: a rischio della vita, sotto il fuoco nemico, si prodigò nel trasferire un ferito verso il luogo di cura e venne lui stesso colpito. Ricevette per questo la prima di quattro Croci di guerra.
Nel '42 rimase ferito anche in Russia. Dopo l'8 settembre '43, prese parte alla Resistenza nella zona del Baldo. Fu staffetta per la formazione partigiana «Avesani» e diventò comandante di distaccamento partigiano guidando il Battaglione «Luli». Il 27 aprile '45 salvò il paese di Spiazzi dalla devastazione. «Appena saputo dell'assalto dei tedeschi a Spiazzi, avvertii la popolazione, che si rifugiò alla Madonna della Corona, e feci esporre la bandiera bianca di resa», testimonia oggi Tonini, la cui abitazione fu spesso ricovero provvidenziale per partigiani e soldati italiani, condannati a morte dai nazifascisti.
Finita la guerra, traslocò a Goito come agricoltore nell'azienda agricola dei fratelli dove rimase fino al '63 quando si stabilì a Verona in via Valeggio. Qui fece il commerciante, con un negozio di frutta e verdura, e il mediatore. Tonini contribuì con donazioni alla costruzione della parrocchia di San Giovanni Evangelista, retta all'epoca da don Luciano Scattolini. Fu pure componente del consiglio parrocchiale.
Tonini divenne un punto di riferimento per molti abitanti del quartiere perché, essendo uno dei pochi che possedeva l'automobile, la metteva a disposizione per accompagnare malati e anziani dal medico o all'ospedale. Più volte gli è accaduto di dover condurre, di notte, donne partorienti al reparto maternità. «Due bambini sono nati nella mia auto», ricorda ancora Ugo Tonini, che è stato convinto fondatore, assieme a Sergio Corso e altre Penne nere, del gruppo Alpini del Quartiere Indipendenza nato l'11 aprile '65.
Inoltre, per anni ha fatto parte della commissione direttiva dell'Istituto sordomuti Don Provolo assieme all'allora responsabile don Daniele Slaghenauffi. Nel 1984, rimasto vedovo, è tornato nella sua Caprino dove tuttora vive.
«Tutto quello che ho fatto l'ho compiuto perché lo sentivo come un dovere: mi sono sempre sentito un ottimo italiano e ritengo di esserlo ancora. Mi lamento solo che sono diventato vecchio…», dichiara Tonini, invalido su una carrozzina e, colpito non vedente da sei anni. «Hai fatto del bene? Bene troverai», è il motto del signor Ugo che ha tre figli, Gabriella, Alberto e Maria Teresa, sei nipoti e cinque pronipoti. Il Premio Bontà aggiunge: «A Santa Lucia ho trovato gente buona, anche la mia famiglia all'inizio era povera ed ha avuto bisogno: la povertà ci ha insegnato a vivere».
Benvoluto e stimato da chi lo conosce, Ugo Tonini desidera lanciare un messaggio affermando che ciò che più è importante è «vivere con onestà, rispetto e dignità». Il Premio gli sarà consegnato con una cerimonia pubblica nel corso del concerto «Natale di solidarietà» in programma al teatro Alba mercoledì 23 dicembre, alle 20.30. Al signor Tonini saranno donate una medaglia d'oro con il logo dell'associazione Santa Lucia, una pergamena sulla quale è scritta la motivazione e una somma in denaro.

Marco Scipolo

Marco Scipolo