«L'arte è provocazione La figura non era sgradevole o volgare»


17/11/2009
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Il critico d’arte Vittorio Sgarbi

«L'arte e la provocazione vanno a braccetto nel Novecento. È quello che l'opera rappresenta che le dà dignità. Ho visto le foto del cavallo dalla testa mozza, non mi sembravano nè volgari nè sgradevoli. È chiaro che se doveva essere una protesta non poteva trattarsi di un'opera che passasse inosservata, non avrebbe raggiunto lo scopo». Il critico d'arte Vittorio Sgarbi, esordisce così alla richiesta di un suo giudizio su quanto accaduto a Verona.
«Molte opere sono provocatorie, basta pensare a Toscani. Mi vengono in mente le scatole di m...di cui s'è recentemente parlato. Certo sono provocatorie, ma esprimono un messaggio, lanciano appelli così come avrebbe dovuto fare il cavallo di Facheris. Tra l'altro l'iniziativa dev'essere contestualizzata. C'era Fieracavalli a Verona, quindi ritengo che potesse starci anche il cavallo dalla testa mozza». Sgarbi non è ancora certo di essere a Verona sabato: «So che il mio segretario ha parlato con gli organizzatori, presumo che potrei essere da quelle parti», conclude.
«Mi sembra di sognare. Ho sentito di tutto, e nessuno che si voglia assumere la responsabilità di aver fatto rimuovere l'opera. Io so di certo che l'artista vuole 15 mila euro e io glieli devo dare. Questa è l'unica cosa certa di tutta questa incredibile vicenda. Pare un film e invece è realtà. Ho parlato con il dirigente della Digos che mi ha spiegato. Ho parlato con la polizia municipale, per cercare di capire che fine avesse fatto l'opera, ma non ci sono speranze di riaverla integra. Mi domando come tutto ciò sia potuto accadere in una delle città più belle del mondo». Giovanni Barzago, direttore di Animal Art ha esaurito le parole. Ha passato la giornata al telefono.
«Mi domando come sia stato possibile caricare un pezzo da cento chili senza ipotizzare che potesse appartenere a qualcuno. Debbo ricordare che l'esposizione avveniva nell'ambito di Fieracavalli. Possibile che nessuno abbia tentato di fare il collegamento a quella manifestazione? che nessuno abbia alzato gli occhi sul terrazzo della gioielleria Canestrari e non abbia visto gli altri cavalli che sporgevano? Tra l'altro l'opera era ancora dentro al cellophane, insomma era chiaro che era provvisoria in quel punto. Nessuno s'è posto domande. E adesso nessuno vuole assumersi la responsabilità di aver commesso un errore madornale».A.V.