«Detenuti e disabili, un'alleanza attraverso il cane»

INTEGRAZIONE. Il convegno «H-Argo»
08/11/2009
Zoom Foto
Il carcere di Montorio

«Il cane, miglior amico dell'uomo, può essere la porta, il ponte di comunicazione, di conoscenza e dialogo tra detenuti e persone diversamente abili e tra questi e la società». Lo ha detto a Verona, Stefano Valdegamberi, assessore regionale alle politiche sociali del Veneto, aprendo i lavori del convegno «H-Argo. Diversamente abili e detenuti: insieme per una cultura d'integrazione attraverso la cinofilia».
L'assessore ha parlato dell'esperimento a Verona, del «modo originale e innovativo di fare integrazione tra mondi diversi e isolati nella società, e sul versante del carcere, di costruire sicurezza facendo innanzitutto rieducazione del detenuto e mantenendone la dignità».
«Ho verificato», ha sottolineato, «la validità dell'iniziativa e mi congratulo con chi l'ha proposta e portata avanti, dalle associazioni di volontariato ai detenuti. L'incontro tra di loro, favorito dal rapporto con un animale come il cane, fa nascere la comunicazione, il dialogo e magari una svolta di vita e una relazione significativa».
Per Valdegamberi si tratta «non solo del superamento di una barriera, quella dell'esclusione sociale, ma del valore aggiunto dell'esperienza delle diverse declinazioni del vivere». Per Valdegamberi queste operazioni servono anche a creare un contesto solido per la sicurezza dei cittadini perchè ridanno al carcere anche la sua valenza rieducativa. «Il progetto ha interessato una trentina di detenuti e una quindicina di cani. I detenuti hanno addestrato i cani che sono già accompagnati o si accompagneranno a persone disabili. A.Z.