Amia, è boom di richieste per rimborsi sulla tassa rifiuti

LA SENTENZA. La Corte Costituzionale ritiene inammissibile l'imposta del 20 per cento nella bolletta sull'immondizia
Già un centinaio in pochi giorni le domande per riavere i soldi dell'Iva pagata sulla Tia e sulla Tarsu negli ultimi cinque anni. Ai veronesi spetterebbero 20 milioni di euro
08/11/2009
Zoom Foto
L'ingresso della sede dell'Amia in Basso Acquar: l'azienda invita a presentare le richieste di rimborso

È boom di richieste di rimborso agli uffici dell'Amia dopo la sentenza della Corte Costituzionale, del luglio scorso, ma resa pubblica solo recentemente, che ritiene inapplicabile l'Iva sulla Tarsu e sulla Tia, ovvero la tassa e la tariffa sui rifiuti solidi urbani.
In linea teorica, una simile sentenza autorizza infatti a chiedere il rimborso di quanto pagato ingiustamente e, secondo il presidente di Amia, Paolo Paternoster, si tratta di somme piuttosto ingenti. Si parla infatti di circa 20 milioni di euro versati dai veronesi allo Stato, attraverso l'Iva nella bolletta della Tia. Cifra calcolata solo in relazione alla tariffa versata negli ultimi cinque anni. In Italia, tale somma salirebbe a un miliardo e 500 milioni di euro.In base alle medie tariffarie registrate nell'ultimo rapporto governativo sui rifiuti, il rimborso medio per famiglia in Italia varrebbe circa 360 euro, e fino a 3.750 per le imprese.[FIRMA] Un bel po' di denaro quindi che lo Stato si vedrà costretto a rimborsare ai cittadini se, e soprattutto quando, la sentenza sarà tramutata in norma. Infatti la decisione della Corte Costituzionale fa giurisprudenza, ma occorre comunque una legiferazione che stabilisca le modalità e i tempi del rimborso.
Intanto, però, i cittadini veronesi si sono buttati avanti e già un centinaio in pochi giorni si sono presentati negli uffici Tia di Amia per inoltrare la domanda di rimborso. «Al momento non abbiamo alcuna autorizzazione a rimborsare», precisa però Paternoster, «ci siamo rivolti già diverse volte all'Agenzia delle entrate per avere lumi su come comportarci, ma bisogna attendere che il rimborso sia normato».
Paternoster consiglia però, se non si sono buttate le bollette degli anni passati, a inoltrare la domanda, singolarmente, oppure o attraverso le associazioni dei consumatori. «Noi le raccogliamo e ci preoccuperemo di portare avanti l'iter non appena ci saranno date le indicazioni precise», rassicura.
Secondo la sentenza della Corte Costituzionale l'Iva non è applicabile alla Tarsu né alla Tia, anche se il servizio è appaltato a privati, perché non si tratta di un corrispettivo commisurato a una prestazione, ma di un balzello obbligatorio a cui il cittadino e le imprese non possono sottrarsi.
Tia e Tarsu non sono quindi altro che un diverso sistema di finanziamento della gestione comunale dei rifiuti e non mutano la natura della tassa tradizionale.

Giorgia Cozzolino

Giorgia Cozzolino