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Lettere

29.06.2012

Atv, come si paralizza il trasporto pubblico a Verona

Invio copia della lettera appena inviata alla Regione Veneto e al Comune e Provincia di Verona per lamentare il grave disagio provocato dalla riduzione all'osso del servizio di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, a partire dal corrente mese di giugno.

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Invio copia della lettera appena inviata alla Regione Veneto e al Comune e Provincia di Verona per lamentare il grave disagio provocato dalla riduzione all'osso del servizio di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, a partire dal corrente mese di giugno.



Egregio Signor Presidente,
chi le scrive è un cittadino veronese, amareggiato oltremodo per la caotica, penalizzante situazione verificatasi a seguito dell’adozione da parte di A.T.V. s.r.l. (società partecipata al 50% rispettivamente da AZIENDA MOBILITA' E TRASPORTI S.P.A. e da AZIENDA PROVINCIALE TRASPORTI VERONA S.P.A., interamente possedute dall’Amministrazione Comunale la prima, dall’ Amministrazione Provinciale la seconda) dei c.d. “nuovi orari estivi” dei mezzi pubblici, urbani ed extra-urbani.
Ogni giorno, da oltre 12 anni, munito di regolare abbonamento, utilizzo gli autobus urbani di linea per recarmi dalla zona dove vivo al lavoro in centro.
Con le misure restrittive attuate dall’Azienda Trasporti a far data dal corrente mese di giugno, risulta impossibile servirsi con profitto dei mezzi pubblici per gli spostamenti in città, stante la drastica riduzione delle frequenze delle corse, i percorsi variati, il conseguente sovraffollamento sul mezzo e, spesso, le fermate “saltate” per l’impossibilità di far salire ulteriori passeggeri a bordo.
E prima ancora dei risvolti civilistici, legati alla manchevole esecuzione del contratto di viaggio conclusosi tra l’Azienda e il trasportato (abbonamento sottoscritto per lunghi periodi, a prezzo pieno, comprensivo dei mesi estivi), vorrei sottoporre alla Sua attenzione l’aspetto di vergognoso dis-servizio pubblico.
Disservizio che è ancor più amplificato essendo in atto il classico “scaricabarile” a mezzo stampa tra le Amministrazioni interessate, le quali fanno a gara per riversare la responsabilità dei tagli attuati le une sulle altre.
E, ovviamente, nemmeno la Regione da Lei governata è immune da tale gioco di rimpallo, poiché gli amministratori locali affermano chiaramente che “la Regione ha stretto i cordoni della borsa, sottraendo al trasporto pubblico veronese 3,6 milioni”, attribuendo a questi tagli l’attuale situazione di caos venutasi a creare.
Ora, non possiedo gli strumenti per verificare la veridicità di tali affermazioni, dovendomi limitare a riscontrare sulla mia pelle tutti i giorni gli effetti disastrosi dell’operazione posta in essere da A.T.V., che continuo a considerare come mio soggetto di riferimento essendo l’altra parte del sinallagma contrattuale in essere.
Piegare la cittadinanza alle esigenze di bilancio di un’Azienda notoriamente in affanno, facendo scontare al cittadino-contraente tutti i disagi conseguenti a tagli ingiustificati e indiscriminati del trasporto pubblico locale non rende lustro al Comune di Verona, né all’Amministrazione Provinciale, e neppure alla Regione Veneto, indicata dai primi due come unica responsabile della paralisi del servizio pubblico di trasporto locale.
Lei non può non rendersi conto dell’incresciosa situazione in cui versano non solo i lavoratori residenti in città, o i pendolari provenienti dai comuni della Provincia, ma anche e soprattutto i pensionati, le persone anziane che – perché sole o senza i figli a disposizione, impegnati col lavoro durante la giornata – non hanno altro mezzo per i loro spostamenti che il caro, vecchio (affollato, sporco, ritardatario ma sempre utile) autobus.
Signor Presidente, pensi a come si sentono frodati e maltrattati gli abitanti del territorio veronese. E impotenti davanti a decisioni arbitrarie, inique e giuridicamente censurabili, provenienti dall’uno o l’altro “Palazzo”.
Auspico che Lei voglia intervenire fattivamente al fine di porre rimedio all’attuale situazione di disagio sofferto dai cittadini, del capoluogo scaligero e dei comuni della Provincia, restituendo lustro e respiro internazionale alla città che in Veneto, dopo Venezia, è la meta turistica più “gettonata” durante i mesi estivi.
In attesa di un tempestivo segnale, chiaro, forte, inequivoco (ché la situazione è ormai al collasso), colgo l’occasione per salutarLa cordialmente e augurarLe buon lavoro.


Avv. Andrea Verzé

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