12.06.2012
Caro Signor Sindaco, chi le scrive è un Suo concittadino veronese, suo ex compagno di scuola al Liceo Maffei, ed oggi avvocato non esercente la professione per aver preferito, dopo qualche anno, il lavoro alle dipendenze di un ente cittadino.
Caro Signor Sindaco,
chi le scrive è un Suo concittadino veronese, suo ex compagno di scuola al Liceo Maffei, ed oggi avvocato non esercente la professione per aver preferito, dopo qualche anno, il lavoro alle dipendenze di un ente cittadino.
Ogni giorno, da oltre 12 anni, munito di regolare abbonamento, utilizzo gli autobus urbani di linea per recarmi dalla zona stadio dove vivo al lavoro in centro.
Certo, non ho mai ritenuto che il servizio messo a disposizione da A.M.T. prima e A.T.V. poi fosse “tarato” sufficientemente sulle esigenze dei lavoratori, ma con le misure restrittive attuate a far data dal corrente mese di giugno, ritengo sia stato superato il limite della decenza.
E prima ancora dei risvolti civilistici, legati alla manchevole esecuzione del contratto di viaggio conclusosi tra l’Azienda e il trasportato (abbonamento sottoscritto per lunghi periodi, a prezzo pieno, comprensivo dei mesi estivi), per il quale ho già interessato chi di competenza, vorrei sottoporre alla Sua attenzione l’aspetto di dis-servizio pubblico. Piegare la cittadinanza alle esigenze di bilancio di un’Azienda notoriamente in affanno, facendo scontare al cittadino-contraente tutti i disagi conseguenti a tagli ingiustificati e dissennati del trasporto pubblico locale non rende lustro alla Città, né a Lei che tanto meritoriamente si è guadagnato la rielezione a Sindaco di tutti i Veronesi. E sottolineo TUTTI, non dei soli studenti.
Nella speranza che Lei voglia intervenire fattivamente al fine di porre rimedio all’attuale situazione di disagio sofferto dalla cittadinanza, Le allego nota di reclamo che ho provveduto a diffondere nella giornata di ieri e colgo l’occasione per salutarLa cordialmente e augurarLe buon lavoro.
Avv. Andrea Verzé
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Con la presente si lamenta il disservizio riscontrato dalla data odierna, consistente nell’arbitraria riduzione delle corse urbane, sostituite dalle linee festive, con conseguente rarefazione degli orari delle stesse e variazione degli abituali percorsi, in occasione dell’entrata in vigore dell’orario estivo.
Ciò integra, a parere dello scrivente, un’ingiustificata diminuzione del servizio in dispregio degli obblighi contrattuali assunti da parte della Vs. Azienda in occasione della sottoscrizione del contratto di trasporto stipulato.
Incomprensibile risulta la volontà aziendale di ridurre drasticamente la frequenza delle corse, in aperto dispregio delle esigenze di quanti quotidianamente fanno riscorso ai mezzi pubblici per recarsi sul luogo di lavoro, sottoscrittori anticipatamente di abbonamento (mensile, trimestrale, semestrale od annuale) a prezzo pieno anche per i mesi estivi.
La chiusura delle scuole non coincide con la conclusione dell’attività lavorativa dei cittadini veronesi, tranne forse di quella dell’Azienda Trasporti Verona, considerata la riduzione dei mezzi di trasporto messi a disposizione e la diminuzione della frequenza delle corse operata.
Con riserva di interessare della questione la stampa locale e nazionale, le Associazioni dei consumatori, la competente Direzione Generale per il trasporto Pubblico Locale e ogni altra Autorità di vigilanza di settore.
Distinti saluti.
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