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Lettere

12.05.2012

La fiducia e l'esempio

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Sono un pensionato, chiamato a dare il mio contributo per sanare subito (o quasi) il deficit che lo Stato Italiano ha accumulato in questi anni. Con meno soldi a disposizione dovrò concordare, con tutti i componenti della mia famiglia, quali possono essere le rinunce meno dolorose per ognuno di noi. Senza privilegi particolari. La televisione e i giornali mi hanno fatto capire che i vari governi che si sono succeduti, pur di essere eletti, hanno deciso di spendere più di quello che era possibile. Dalla televisione e dai giornali ho appreso, inoltre, che i vari governanti, fieri del frutto del loro buon operato, si sono anche premiati regalandosi stipendi da nababbi, pensioni impensabili e vitalizi per i loro poveri discendenti. Non parliamo delle norme applicate per le loro pensioni: se le paragoniamo a quelle che ultimamente vengono riservate al resto degli italiani, c'è da inorridire. Il tutto a spese dello Stato, cioè di noi contribuenti. E mi fermo qui. Ma i parlamentari non sono anche loro cittadini italiani? A cosa di significativo hanno rinunciato dopo che ci hanno regalato questa drammatica situazione? Ma si sono resi conto che l'insalata è schizzata da 1 a 2 Euro in una settimana? e che l'insalata viene acquistata anche da coloro che percepiscono la pensione minima? Quando penso che questi miei soldi che devo dare in più allo Stato mi sono richiesti perchè non sono stati toccati certi stipendi, certe pensioni , certi vitalizi, mi viene da vomitare. E i parlamentari chiedono fiducia!!!!!!!!! Ma cari miei, la fiducia è un bene prezioso e raro. Un bene inestimabile da destinare a tutte quelle persone che quando stabiliscono delle regole per primi si coinvolgono per la parte di loro competenza e danno l'esempio.

Con naturale umile onestà.

Grazie per aver accettato lo sfogo.

Ernesto Bolzoni.

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