Voto ai figli degli immigrati

Ha fatto molto rumore la presa di posizione del Presidente Napolitano in merito al tema di concedere il voto ai figli degli immigrati residenti in Italia...
24/11/2011

Ha fatto molto rumore la presa di posizione del Presidente Napolitano in merito al tema di concedere il voto ai figli degli immigrati residenti in Italia.
Premetto che sono un leghista, ma che scrivo a titolo personale e che sono d'accordo con chi ritiene si tratti di una proposta non conforme ai problemi che deve affrontare l'attuale governo tecnico.
Date le premesse dovrei avere nei confronti di questo argomento un atteggiamento di contrarietà e chiusura, ma permettetemi di stupirvi.
Vorrei sollecitare a ponderare bene la questione che peraltro rientra nelle tematiche più spinose di questi venti anni ossia l'immigrazione e con essa l'integrazione.
Ritengo sia sbagliato mettersi sempre di traverso e fare un muro, ma penso, per sensibilità personale, che sia giusto valutare le proposte, cercando intelligentemente di cogliere in esse quelle argomentazioni che possono andare a vantaggio della nostra comunità e del nostro futuro.
Per esempio quella di concedere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati che abbiano compiuto la maggiore età, che dimostrino di non avere pendenze penali e che abbiano affrontato un percorso scolastico e culturale nel nostro paese, la trovo una proposta da ponderare.
Temo e non trovo giusto lasciare questi ragazzi nel limbo del vuoto identitario, perché è un vuoto pericoloso, che prima o poi, anche per una naturale necessità di appartenenza deve essere colmato; lo temo soprattutto nei giovani di religione islamica, dove esiste il fondato pericolo di cadere nel fondamentalismo religioso.
So che molti, dopo queste parole, mi smentiranno con l'esempio della cattura di alcuni pericolosi terroristi con passaporto statunitense e britannico, ma mi piacerebbe che la questione non diventasse un dogma.
In questi anni la Lega a fatto tanto per cercare di arginare il fenomeno migratorio soprattutto clandestino, per tutelare e difendere la nostra identità, la nostra cultura e le nostre tradizioni, ma non dobbiamo nasconderci che sta diventando una lotta sempre più difficile e direi quasi proibitiva.
Auspico pertanto un dibattito sicuramente acceso ma come ho già detto senza dogmi, perché bisogna guardare avanti, al futuro dei nostri figli che è cio' che più conta.

Massimiliano Sacco




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