L'Italia affonda, prevalga il buon senso!
Egr. Direttore, sono un professionista che lavora a contatto con il mondo delle piccole imprese e da giorni seguo assiduamente con vera apprensione fino a notte tarda l’evoluzione di una situazione, per definire la quale credo che non ci siano più termini disponibili nel nostro vocabolario.Egr. Direttore, sono un professionista che lavora a contatto con il mondo delle piccole imprese e da giorni seguo assiduamente con vera apprensione fino a notte tarda l’evoluzione di una situazione, per definire la quale credo che non ci siano più termini disponibili nel nostro vocabolario. Oltre alla preoccupazione per i problemi della mia famiglia dei miei figli dei miei nipotini quotidianamente sono alle prese con problemi del mondo imprenditoriale; problemi a cui diventa sempre più difficile dare risposte sotto il profilo professionale: da una parte ci sono imprenditori che per continuare la propria attività e mantenere il posto di lavoro dei propri dipendenti hanno dato fondo ad ogni risorsa e non sanno più a che santo votarsi, dall’altra ci sono imprenditori che sono ancora disponibili ad investire, creando nuova ricchezza e posti di lavoro ma che di fatto si trovano impossibilitati a ricorrere al credito bancario stante la situazione che si è determinata sui mercati finanziari. Ieri sera (giovedì 10 novembre) ho seguito la trasmissione “Porta a Porta” ed i vari interventi che sono stati effettuati. Francamente debbo dire che a fronte di una situazione oramai drammatica che impone scelte obbligate, mi sarei aspettato una volta per tutte una maggiore convergenza da parte dei nostri rappresentanti politici sulle cose che nell’immediato devono essere effettuate; governo compreso. Mentre il Titanic sta affondando (leggasi Italia) si ha l’impressione che la musica sia sempre la stessa: ognuno ritiene di dover riaffermare le proprie posizioni, difendere il proprio operato, puntare il dito sulle cose che sono o non sono state fatte, cercare di connotarsi per i propri distinguo e via dicendo come si trattasse di campagna elettorale dove ciò che più conta è quella di guadagnare consenso. Ma al “bene comune” e all’Italia così drammaticamente esposta alla speculazione finanziaria del mondo intero c’è ancora qualcuno che è interessato? E se la risposta è positiva per favore lo dica una volta per tutte adeguando di conseguenza il proprio operato al di la delle fazioni, dei distinguo e delle pur legittime appartenenze politiche. Oggi, e non domani perché siamo in ritardo sulla tabella di marcia con gli impegni presi a nome del popolo italiano, l’unica cosa di cui ha senso parlare è quella DI FARE SUBITO LE COSE il che significa che bisogna confrontarsi sul fare e non sulla filosofia del fare. Ciò che interessa ora alla gente è quello di sapere se a fronte del disastro economico e finanziario che stiamo oramai vivendo e che continuando di questo passo saremo costretti a vivere sempre più in modo drammatico, ci siano ancora dei rappresentanti politici che accantonando la rissa, la ritorsione, la rabbia, il sottile calcolo della convenienza in termini di voti la voglia della resa dei conti e chi più ne ha più ne metta, abbia ancora un rimasuglio di buona volontà per far uscire il Paese da questa situazione disperata facendo prevalere il buon senso, facendo qualche passo indietro, se necessario, per il bene comune di tutti . Diversamente saremo tutti costretti a coprirci la faccia per la vergogna non solo davanti al mondo intero ma anche e soprattutto davanti alle nostre generazioni future! Cordialmente. Franco Pollani
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