Ma quale "sagra dei osei"…
Anche nella Regione Veneto come in altre d’Italia, si tengono ogni anno le "sagre dei osei", uccellini di tutte le specie : tordi, fringuelli, passeri e molti altri...Anche nella Regione Veneto come in altre d’Italia, si tengono ogni anno le "sagre dei osei", uccellini di tutte le specie : tordi, fringuelli, passeri e molti altri, che sono stati catturati ancora piccoli, in primavera vengono costretti a trascorrere l’estate in oscure cantine, spennati dai loro carcerieri per far credere che sta arrivando la primavera e poi a settembre all’apertura della caccia, usati come richiami per i loro consanguinei, affinché i cacciatori armati fino ai denti, possano dalle loro postazioni ben mimetizzate ucciderli "a tradimento".
Tutto questo non certo per necessità di cibo, viene da pensare che sia forse per un sadico piacere? Come si può usare una tale crudeltà verso degli esseri così indifesi, spesso aiutanti della natura e dell’agricoltura.
Se solo calassimo questa condizione alla specie umana, ci verrebbe in mente un lager, come spesso definiva lo scrittore I. B. Singer, il modo con cui l’uomo tratta gli animali.
E poi di tale crudeltà ne viene fatta una sagra, magari col contributo degli enti locali. Mi chiedo che senso abbiano queste feste, forse servono ad esaltare l’attività venatoria e a voler darne a tutti i costi un senso?
Sicuramente non sono di certo un esempio per le nuove generazioni e per chi ama veramente la natura ed aspira ad un equilibrio ambientale senza violenza.
Roberta Lucchi
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