Ancora sul traforo
Il Sig. Iseo Murari – la cui lettera, pubblicata su questo giornale il13 agosto, non lascia dubbi sull’entusiasmo per l’attuale
amministrazione cittadina e per il traforo delle Torricelle in
particolare – mi pare rispecchi un modo di pensare molto frequente, ma che purtroppo non va molto oltre le apparenze e le facili semplificazioni.
Il Sig. Iseo Murari – la cui lettera, pubblicata su questo giornale il
13 agosto, non lascia dubbi sull’entusiasmo per l’attuale
amministrazione cittadina e per il traforo delle Torricelle in
particolare – mi pare rispecchi un modo di pensare molto frequente, ma che purtroppo non va molto oltre le apparenze e le facili semplificazioni.
Lasciamo stare gli esempi trentini, che riguardano per lo più realtà
extra urbane. Provi il sig. Iseo ad entrare in Trento fra le 8,00 e le
9,00 del mattino o all'ora del rientro dal lavoro di un giorno feriale
qualunque e attraversare la città: Si accorgerà che pure i nostri
bravi confinanti a tutt’oggi hanno ancora moltissimi nodi da risolvere sul piano viabilistico. Le soluzioni che funzionano in una determinata realtà territoriale non sempre possono essere esportabili e ripetibili con i medesimi risultati in un'altra, così come gli antibiotici non vanno sempre bene per tutte le malattie. I risultati ipotizzati dal lettore circa l’alleggerimento del traffico su Via Mameli e Teatro Romano sono chimere smentite da dati attendibilissimi. Le Torricelle, così come Via Giardino Giusti, rimarranno sempre le vie più economiche e veloci per andare dai quartieri est al centro città e a Borgo Trento.
Invito chi la pensa come l’entusiasta lettore ad approfondire il tema del traforo cercando di superare il fastidio di valutare anche le tesi e le argomentazioni della controparte, in questo caso del Comitato; avrà allora più elementi per formulare, a suo vantaggio, un giudizio fondato e imparziale.
Distinti saluti
Gian Antonio Premi
Verona 16.08.2011
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1 alessandro hellas 19/08/2011 20:09 219 commenti
il traforo serve essenzialmente a rovinare le poche aree verdi e a consegnare il potere della viabilita' ad una azienda che avra' caro solo i propi profitti altro che sentire il territorio qui si sentono le grandi aziende e basta