Un'altra docente scrive a Berlusconi
È vergognoso assistere periodicamente agli attacchi dell’attuale Governo contro la scuola pubblica e contro tutto ciò che essa rappresenta e significa per la nostra società...È vergognoso assistere periodicamente agli attacchi dell’attuale Governo contro la scuola pubblica e contro tutto ciò che essa rappresenta e significa per la nostra società, per il nostro futuro. Mi chiedo come il capo del governo, rappresentante dello stato e del popolo italiani, si possa permettere di denigrare e offendere quella che dovrebbe egli stesso, per primo, considerare una risorsa unica e insostituibile del Paese. Come insegnante, ma anche come cittadina, madre, lavoratrice, mi sento offesa, indignata, derisa. Da tempo questo governo mostra un’inequivocabile indifferenza verso gli urgenti problemi dell’ambito educativo, seppellendoli con una politica di millantate riforme "storiche" rivelatesi invece unicamente tagli indiscriminati. Il Presidente del Consiglio dovrebbe porre la Scuola al centro di un programma di governo teso al futuro, all’innovazione, all’investimento culturale e civile dello Stato. Ciò cui assistiamo oggi è al contrario un’azione sistematica di delegittimazione del ruolo della Scuola pubblica e degli insegnanti che trovo personalmente inaccettabile. Purtroppo solo di rado si descrivono quegli esempi di professionalità, di impegno, passione e sacrifici dei numerosi docenti che lavorano assiduamente, nonostante la mancanza di mezzi e risorse, convinti di aiutare gli alunni a crescere, a maturare e a formare un proprio senso critico. No, certo. È più semplice “sparare a zero” e distruggere, invece di rimboccarsi le maniche e costruire. Ma io non ci sto. E, ne sono certa, nemmeno chi ha a cuore il futuro dei nostri figli può rimanere in silenzio, senza indignarsi, senza protestare.
Roberta Gulminelli
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