I danni dell'alluvione e la prevenzione
Leggo che i danni dell'alluvione come proposti dai danneggiati si stanno rivelando più contenuti di quelli inizialmente stimati. Probabile che poi in sede definitiva i danni si rivelino ancora inferiori perchè in genere in sede di stima ci si tiene un pò cautelativi...Leggo che i danni dell'alluvione come proposti dai danneggiati si stanno rivelando più contenuti di quelli inizialmente stimati. Probabile che poi in sede definitiva i danni si rivelino ancora inferiori perchè in genere in sede di stima ci si tiene un pò cautelativi. Il fatto che i danni reali siano inferiori a quelli stimati, consente di tornare al tema della prevenzione di future alluvioni. Infatti la preoccupazione vera fra i cittadini in realtà è che quanto accaduto si ripeta e magari a breve. Ricordo che nel dicembre 2008 e in aprile 2009 a Soave si sfiorò la tracimazione. Vedo che ora l'alluvione è gia diventata motivo di polemica politica: la decisione del Consorzio di bonifica di licenziare in tronco l'ing. Anti reo di aver proposto una soluzione tecnica ragionevole, da la misura di come la classe dirigente locale sia priva di intelligenza dei fatti. Per quanto ne so il Consorzio di bonifica non ha alcuna competenza in materia di gestione dell'Adige e dei suoi affluenti. La competenza è dell'Ente di Bacino dell'Adige e quindi del Genio Civile regionale. Che poi anni addietro la Regione abbia affidato ad Anti il progetto del bacino di laminazione è da pensare che sia avvenuto solo per l'indiscussa competenza tecnica dell'ingegnere anzidetto e quindi che ora i responsabili del Consorzio se la prendano con Anti per la sua idea, basta a qualificarne la statura intellettuale. Nel merito però della discussione se un bacino di laminazione alto risolva il problema non sono così sicuro. Infatti proprio dove l'Alpone ha rotto si poteva toccare con mano, quando l'argine mancava, che il letto normale dell'Alpone è a livello del piano campagna esterno. Si toccava con mano che gli argini sono tutti sopra il piano campagna. Si toccava con mano che quando arriva la piena questa comunque viaggia tutta sopra il piano campagna. Chiaramente un bacino di laminazione entra in funzione solo quando la piena è in corso per cercare di ridurne gli eccessi che portino alla tracimazione. Però a quel punto, se l'argine è fradicio d'acqua, il pericolo di scalzamento dello stesso magari sarà ridotto ma non viene eliminato e a quel punto comunque l'acqua allaga tutto essendo il livello di piena 3 metri sopra il piano campagna. Come ho avuto modo di spiegare già in altra mia, un progetto che a me risultava finanziato già nel 2009, redatto dal Genio Civile di Verona che riguardava il ponte della Motta e l'allargamento dell'alveo dell'Alpone in quella zona, nei calcoli di quei tecnici era atto a diminuire la quota di massima piena nel Tramigna a Soave di cm 70. Con il che la prima alluvione di Soave, quella provocata dal cedimento del muro al Roxy, non ci sarebbe stata. La seconda alluvione di Soave ( quella più catastrofica) deriva direttamente dal cedimento arginale di Monteforte. Da una alluvione eventuale derivante da nuovo cedimento arginale a Monteforte ci si potrebbe difendere a Soave con una piccola difesa arginale dalle parti di Via Tramigna- S. Lorenzo che andrebbe comunque eseguita velocemente dato il suo modesto impegno. Ma il rimedio principe e definitivo è quello di abbassare il livello di massima piena nell'Alpone partendo da Albaredo. Ciò si può ottenere allargando l'alveo attuale e abbassandolo. Probabilmente ad Albaredo si dovrebbe allargare l'alveo spostando l'argine ma venendo verso S. Bonifacio si potrebbe anche abbassare il letto in modo che appena a nord dell'Autostrada Serenissima gli alvei siano tutti sotto il piano campagna occupando il sedime degli attuali argini la cui sicurezza non è mai garantita. A nord dell'Autostrada tutti i corsi d'acqua presenti potrebbero tornare nel loro aspetto originario eliminando gli argini cattedrale che oggi li tengono in una falsa sicurezza. Come già dicevo in luogo di un bacino di laminazione a monte in aree fortemente antropizzate sarebbe più realistico che tutti i corsi d'acqua facessero da bacino a se stessi con una sezione larga e bassa sotto il piano campagna. Un "bacino di laminazione" che andrebbe a gravare su tutti per quanto sono lunghi i corsi d'acqua. Il vantaggio di questa soluzione potrebbe essere dato oltrechè dalla sua definitività anche dal fatto che potrebbe essere diluita nel tempo magari con un grosso intervento iniziale che metta in sicurezza tutto subito operando a valle dell'autostrada Serenissima. I soldi parrebbero esserci viste le minori stime attuali di danni privati. Nel tempo si potrebbero riportare sotto il piano campagna anche tutti i corsi d'acqua secondari in zona andando a fomare o riformare tutti i fossati minori che oggi sono abbandonati al loro destino. Anche il paesaggio ne avrebbe un forte vantaggio.
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