Caccia, la pace qui è finita
Cara Redazione, la vendemmia è finita, così com’è finita la pace qui nella campagna tra Soave e Montecchia. Abitiamo nell’ultima casa prima dei campi...Cara Redazione, la vendemmia è finita, così com’è finita la pace qui nella campagna tra Soave e Montecchia. Abitiamo nell’ultima casa prima dei campi e ogni anno da quando ci siamo trasferiti qui, in queste settimane passiamo l’inferno. I cacciatori arrivano a dozzine prima dell’alba, con fuoristrada rombanti e tanta voglia di uccidere. Iniziano a sparare subito, dal momento che la legge glielo consente, privandoci del riposo di cui abbiamo bisogno dopo una settimana di lavoro, e continuano fino al tramonto. Sabato e Domenica sono i giorni di maggiore attività: sono i giorni in cui devo tenere i miei bambini vicini a casa, che non si sognino di andare in bicicletta perché i cacciatori sono appostati ovunque. Un anno fa sono stata colpita lievemente alla schiena, assieme al mio cane che è rimasto traumatizzato e ora si rifiuta di camminare se sente un botto: quando ho protestato mi sono sentita chiamare bastarda. Recatami dai carabinieri mi sono sentita dire che è ovvio che si deve restare a casa durante la stagione venatoria! Sono insegnante, come mio marito, e nessuno dei due riesce a capacitarsi di come in questo Paese sia possibile che pochi uomini armati e vestiti stile commando, possano dettare a chi risiede in una zona se può o meno viverci normalmente. La gente non può andare a fare una passeggiata o un giro in bicicletta con i figli senza rischiare seriamente di essere impallinata: martedì e venerdì sono giorni di silenzio venatorio, peccato che si lavori e non se ne possa usufruire. La caccia non è soltanto crudele: è anche un continuo sopruso che continua indisturbato dal momento che i controlli sono quasi inesistenti. La campagna italiana: casolari, vino e welcome to Sarajevo. Se penso che devo resistere fino a febbraio... Beati quelli che vivono in città!
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1 Santuberto 15/12/2010 17:07 28 commenti
Per la sig.ra Giovanna.Bovo. Personalmente non capisco (mi creda: senza voler polemizzare) come si possa non trovare provocatoria e pretestuosa una persona che fa certe affermazioni. Per chiarire, desidero far notare che chi scrive “…welcome to Sarajevo” quando tratta di un argomento come la caccia, beh… non capisco come non ritenerlo polemico. Comunque, la ringrazio per aver ipotizzato che il sottoscritto sia un cacciatore responsabile, ma credo semplicemente di far parte della maggioranza dei caccia-pescatori. Ho scritto “maggioranza”, per cui ammetto anch’io che ci sono dei cacciatori estremamente scorretti. Non è certo una novità. Cordialmente, Santuberto PS: signora, il suo paragone con le strisce pedonali, non mi sembra proprio che si possa accettare. Ma questo è un altro discorso.