Ostaggi di uomini armati: i cacciatori

La vendemmia è finita, così com’è finita la pace qui nella campagna tra Soave e Montecchia. Abitiamo nell’ultima casa prima dei campi e ogni anno da quando ci siamo trasferiti qui, in queste settimane passiamo l’inferno.
11/10/2010

La vendemmia è finita, così com’è finita la pace qui nella campagna tra Soave e Montecchia. Abitiamo nell’ultima casa prima dei campi e ogni anno da quando ci siamo trasferiti qui, in queste settimane passiamo l’inferno. I cacciatori arrivano a dozzine prima dell’alba, con fuoristrada rombanti e tanta voglia di uccidere. Iniziano a sparare subito, dal momento che la legge glielo consente, privandoci del riposo di cui abbiamo bisogno dopo una settimana di lavoro, e continuano fino al tramonto. Sabato e Domenica sono i giorni di maggiore attività: sono i giorni in cui devo tenere i miei bambini vicini a casa, che non si sognino di andare in bicicletta perché i cacciatori sono appostati ovunque. Un anno fa sono stata colpita lievemente alla schiena, assieme al mio cane che è rimasto traumatizzato e ora si rifiuta di camminare se sente un botto: quando ho protestato mi sono sentita chiamare bastarda. Recatami dai carabinieri mi sono sentita dire che è ovvio che si deve restare a casa durante la stagione venatoria! Sono insegnante, come mio marito, e nessuno dei due riesce a capacitarsi di come in questo Paese sia possibile che pochi uomini armati e vestiti stile commando, possano dettare a chi risiede in una zona se può o meno viverci normalmente. La gente non può andare a fare una passeggiata o un giro in bicicletta con i figli senza rischiare seriamente di essere impallinata: martedì e venerdì sono giorni di silenzio venatorio, peccato che si lavori e non se ne possa usufruire. La caccia non è soltanto crudele: è anche un continuo sopruso che continua indisturbato dal momento che i controlli sono quasi inesistenti. La campagna italiana: casolari, vino e welcome to Sarajevo. Se penso che devo resistere fino a febbraio... Beati quelli che vivono in città!

Patrizia Lucaroni