08.08.2012
LAVORO. Nel primo trimestre 2012 lavoratori atipici scaligeri in aumento del 4,9% (4.087): +18% nell'industria. I contratti di lavoro subordinato crollano del 21% per i collaboratori della pubblica amministrazione e addirittura del 54% i volontari del servizio civile
Il mercato del lavoro è sempre più atipico. Almeno a Verona, nel primo trimestre dell'anno il numero di persone che hanno svolto almeno una missione di lavoro interinale sono 4.087, in aumentato del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. «Nonostante il periodo di bassa crescita economica», spiega Emiliano Galati, segretario provinciale Felsa Cisl, «si ricorre a forme di lavoro atipiche come il lavoro somministrato. E i lavoratori atipici sono sempre più diplomati e laureati, ma anche donne e immigrati ai quali bisogna garantire, attraverso la bilateralità, maggiori prestazioni e occasioni formative». PIÙ ATIPICI NELL'INDUSTRIA. A trainare la ripresa del lavoro interinale è l'industria manifatturiera, che mostra un incremento doppio (+18%) del dato medio su base annua, concentrato soprattutto nel settore metalmeccanico e dei mezzi di trasporto. Protagonisti sono gli occupati maschi (+10% sullo stesso periodo del 2011), mentre diminuisce la componente femminile (-2%): nonostante questo dato, quasi metà del mondo somministrato veronese è donna (44%), un quarto è rappresentato da immigrati (25%). MENO SUBORDINATI. Per quanto riguarda le fasce d'età, la ripresa del lavoro interinale ha interessato soprattutto i lavoratori con almeno 40 anni, che crescono con tassi superiori alla media nazionale e compresi fra l'8 e il 14%. Si tratta, per lo più, di veronesi già inseriti da tempo nel mercato del lavoro: segnano un -11% i lavoratori che entrano per la prima volta come interinali e di questi, oltre il 64% è rappresentato da giovani con meno di 30 anni. I nuovi ingressi riguardano soprattutto i settori dell'informatica e i servizi alle imprese, con oltre 782 addetti, l'industria dei metalli con 450 e il comparto alimentare con 400 lavoratori. Sono caratterizzati del segno meno i dati sul lavoro parasubordinato, relativi al primo trimestre del 2012: -10,3% per i contratti a progetto, che a Verona superano i 9mila contratti, -21,2% i collaboratori della pubblica amministrazione, -2,7% gli amministratori e sindaci di società e addirittura -53,9% i volontari del servizio civile, a causa del taglio dei fondi pubblici. L'unica eccezione è rappresentata da dottorandi e ricercatori che sono aumentati di quasi il 10%. «Un plotone che nel complesso si riduce», spiega Galati, «ma con guadagni lievemente più alti rispetto al passato, visto che il reddito medio dell'intera categoria è aumentato del 2,9%, toccando quota 17mila euro». REDDITO MEDIO. Il reddito medio dei lavoratori parasubordinati scaligeri nasconde differenze molto marcate tra le diverse tipologie di contratto: si va dai poco meno di 10mila euro per i co.co.pro. a quasi 31mila euro degli amministratori e sindaci di società passando per i 10.500 dei collaboratori della pubblica amministrazione e i circa 13mila euro dei dottorandi. Le donne veronesi che hanno un contratto a progetto non solo guadagnano la metà dei colleghi maschi (6.992 euro l'anno, contro i 13.257 euro degli uomini), e hanno aumentato il reddito medio annuo di 0,8%, contro un 2,6% dei lavoratori.
Francesca Lorandi
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