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Marzo

28.03.2011

La disunità d'Italia e el pel de Garibaldi

La posta della Olga

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«Interessante il discorso» scrive la Olga «che il politologo Scoatìn dell'università di Cavaión ha tenuto al bareto in merito alle celebrazioni patriottiche di questi giorni. El Scoatìn ha detto che paradossalmente queste celebrazioni più che celebrare l'unità della nazione ne mettono in risalto la disunità». «E non alludeva alle spontanee e commoventi manifestazioni di popolo, alle bandiere sui pontesèi e alle finestre, al pel de barba di Garibaldi (ammesso che sia un pel de barba) esposto al museo del Risorgimento di Legnago e alla coccarda tricolore che la Beresina porta sul cul come le ragazze pompòn de Pleibòi, ma alla frégola celebrativa dei politici, tranne i leghisti che i g'à le so idee, che continuano a tenere comizi e a guidare cortei per dimostrare, a scopi elettoralistici, che il loro partito è più patriottico di quello avversario». «Che, anzi, il loro partito è il solo a esprimere i valori patrii mentre gli altri organizzano e guidano le manifestazioni solo per opportunismo. Che la politica per chi la fa venga molto prima della patria, ha detto el Scoatìn, lo dimostra quanto ignoranti della storia nazionale siano i nostri rappresentanti in parlamento che, intervistati in televisione dalle iene, non hanno saputo dire cosa fosse successo il 17 marzo de sentosinquantàni fa mentre invece non hanno dubbi sul fatto che il 15 di ogni mese sia il giorno in cui ritirano la paga. Interrogati dal maestro elementare Gildo, gli avventori del bareto, con qualche ecessión, hanno dimostrato di conoscere la Storia, al contrario della Bindi, di Formigoni e di molti loro colleghi, a dimostrazione che chi più è musso più ha probabilità di essere eletto in parlamento e di fare anche carriera». «El Scoatìn, citando uno che lu el sa ci l'è ma noaltri no, ha detto ancora che chi non conosce la Storia è destinato a riviverla. E gli intellettuali del bareto hanno capito che la Bindi è destinata a tornare indrìo a fare la spigolatrice di Sapri e che el Formigoni dovrà sfidare le canonade sulle barricate delle sìnque giornade de Milàn». «Dopo il discorso del Scoatìn, i patrioti del bareto sono partiti col pulmino dell'oste Oreste, portando macchine fotografiche e lenti di ingrandimento, per andare al museo di Legnago a vedere el pel de Garibaldi».