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Febbraio

17.02.2011

«Ripassati Mazzini e rimettiti la cravatta»

La posta della Olga

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«Chi l'avrebbe mai detto quattro anni fa» scrive la Olga «che il sindaco Tosi si sarebbe innamorato del presidente Napolitano al punto da mandargli lettere di stima e da invitarlo a Verona nelle occasioni importanti? No me passarà mai dalla mente el Tosi che, appena eletto sindaco e preso possesso del suo ufficio, el tira zo el quadro con la foto di Napolitano e el le sbate in un cantón dicendo: "'Sto qua mi no voi gnanca védarlo, l'è un comunista" e all'obiezione del segretario che gli fa presente che tutti i sindaci d'Italia hanno nel loro ufficio la foto del capo dello Stato, el risponde "Allora tirème fora Pertini co' la pipa, magari la foto dell'otantadù insieme ai butèi che à vinto i mondiali».
«Tutti i leghisti gli hanno detto "brào, così se fa", poi però, pian pianìn, mentre i leghisti restavano della loro idea che fosse meglio un presidente della Repubblica morto da 17 anni che uno vivo ma comunista, Tosi ha fatto marcia indrìo e ha cominciato a scrivere a Napolitano scusandosi di essersi fatto un'opinione sbagliata, riconoscendo in lui un "arbitro imparziale" e dando la colpa a Flego e a qualche altra irriducibile camìsa verde di averlo portato fuori strada insistendo con la storia del comunista che invece era una balla. Napolitano è stato molto contento delle lettere di Tosi, una quindesìna e tute col bol, e l'anno scorso ha accettato l'invito a venire a Verona. L'aver visto il nostro sindaco per la prima volta con la cravatta m'à fato teneréssa. "Guarda come un òmo el pol cambiàr dal dito al fato" mi sono detta tra mi. Napolitano deve anche avergli detto in una récia, convincendolo, che anche la storia di Garibaldi, così come gliel'aveva raccontata Flego, era falsa».
«E così Tosi, che aveva già riappeso la foto di Napolitano nel suo ufficio, anzi due, anche se precise, ha cominciato a fare la raccolta delle figurine del Risorgimento: Maroncelli, Pellico, Mameli, Bixio... e a spedire nuove lettere a Napolitano perché tornasse a Verona per le celebrazioni leghiste dell'unità d'Italia che non differiscono in niente da quelle non leghiste, se non che i leghisti Garibaldi lo chiamano "El Barba". E ieri Napolitano ha risposto: "Torno in giugno, mi raccomando, ripassati Mazzini e rimettiti la cravatta"».