05.01.2011
«Il fatto che il maestro Malintesa, sovrintendente della Caponara Philharmoniker di Sbrisolina Mare, sia rimasto in città e abbia tenuto una seconda conferenza al bareto nel giro di 24 ore» scrive la Olga «viene interpretato dai meno imbriaghi tra gli analisti della crisi areniana come un segno che nei prossimi giorni ci potrebbero essere degli sviluppi ai vertici del nostro festival dell'opera lirica. Nella nuova conferenza il maestro Malintesa, pur non volendo imporre il modello Sbrisolina Mare ai colleghi veronesi (bilanci in ordine senza providènse dall'alto: "parché fallire con i schei dello Stato quando si può comodamente fallire facendone orgogliosamente a meno?"), ha riconosciuto, come ha detto il sovrintendente dell'"Affondazione Arena", Girondini, che il festival lirico di Verona, a differenza degli altri teatri italiani, ha un maggiore indotto turistico che, tradotto in schei, significa che la città ci campa sopra tutte le estati».
«Ma se el Girondini si fa forte dell'indotto per reclamare i schei statali, el Malintesa sostiene che dovarìa èssar quei che beneficia dell'indotto (alberghi, ristoranti, bareti, negozi) a tirar fora i schei al posto dello Stato perché l'Arena no la vaga in balón e quindi ànca l'indotto nol vaga a farse ciavàr. Va ben, dicono i beneficiati dall'indotto, ma noaltri paghémo le tasse in proporsión a quel che ciapémo. "Bale" el dise el Malintesa mostrando le denunce dei redditi dei beneficiati nei ultimi 30 anni, ma deplorando che la Fenice di Venessia abbia preso dalla Regione 900 mila euro, gli stessi schei che sono stati dati all'Arena, quando si sa che a Venessia gh'è quasi sempre l'acqua alta mentre a Verona de alto gh'è el vin ma non servono gli stivaloni».
«In ogni caso, secondo el Malintesa, il problema di fondo è che i vèci melomani stanno tirando le gambe e che, come dicono gli analisti veronesi, in Arena ghe vol calcòssa de novo in cartelón. "Svecchiare" è proprio quello che sta facendo da anni el Malintesa a Sbrisolina Mare. Basta dàrghe un ocio alle opere in programma quest'anno: "L'oselìn de la comare", "La fameja dei Gogon", "È morto Pipolo" e "L'Aida" (ma quella delle case dei ferrovieri, un'altra storia, insomma)».