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Musica

13.06.2012

Don Giovanni, eroe trasgressivo come Mozart

FELTRINELLI. Affollata conferenza sull'opera che apre il festival lirico. Il musicologo Materassi: «Non è solo un amatore compulsivo, ma una figura epica». La psichiatra Sboarina: «Le sue donne piacerebbero a Freud»

Marco Materassi (al centro) alla Feltrinelli FOTO BRENZONI

Marco Materassi (al centro) alla Feltrinelli FOTO BRENZONI
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Animata e seguitissima conversazione su Mozart e il suo Don Giovanni, di prossima programmazione nella 90esima stagione dell'Arena, quella organizzata dalla Fondazione Arena e da Feltrinelli, con gli interventi del musicologo Marco Materassi e della psichiatra Fabrizia Sboarina. I due relatori veronesi si sono cimentati in un'ampia riflessione, per niente scontata, sulla complessa figura del compositore salisburghese e sulla sua maggiore fatica operistica.  Per Materassi, Mozart è un musicista dalla «personalità ancora imprendibile su cui sono stati effettuati ben 35mila studi, ma che non è ancora del tutto venuta alla luce». Rimane per certi aspetti ancora un'incognita. Parimenti anche la figura del suo Don Giovanni deve essere interpretata in una prospettiva filosofica e con strumenti analitici idonei. Dal serrato esame di Materassi è uscito così anche il paradosso di un Don Giovanni che condensa in sé -nelle molte e spesso divergenti sfaccettature della personalità e nelle svariate peripezie da lui affrontate- alcuni fra i tratti più significativi del pensiero moderno.  Un protagonista attore che andrebbe quindi esaltato nella sua figura epica, invece che essere spesso riduttivamente assimilato all'immagine sbiadita dell'amatore compulsivo, esclusivamente proteso a far la caccia alle gonnelle, senz'altra grandezza -nel bene e nel male- se non quella del donnaiolo impenitente. Un Don Giovanni che ha «solo due arie da cantare, quasi fosse un personaggio di fianco», ma che però è sempre presente durante tutto lo svolgimento dell'opera. E che nelle diverse trasgressioni non poteva non piacere a Mozart, anche lui alle prese con diverse inadempienze (la fuga dalla corte vescovile di Salusburgo, un matrimonio improvviso, nato già male in partenza, la ricerca di una autonomia anche musicale), disobbedendo così al padre, ma anche al proprio editore per via di testi difficilmente comprensibili al grande pubblico. La riflessione di Fabrizia Sboarina si è concentrata invece sulle tre donne dell'opera mozartiana. «Che Don Giovanni sarebbe senza donne?» si è chiesta subito. E così affacciandosi ad alcune teorie freudiane, sulla sessualità, ma anche sul narcisismo, sui concetti di separazione, eccetera, la relatrice si è dilungata a tracciare alcuni tratti psicologici delle tre interpreti femminili dell'opera. Dalla «insidiata» Donna Anna, che ancora fiduciosa nella protezione paterna, non cresce e non esce da una fase adolescenziale; all'esuberante, giovanissima Zerlina che teme «la scelta» fra il suo contadinello Masetto e il maturo Don Giovanni dalle astute lusinghe; ad Elvira infine, la donna della maturità, fedele ai propri sentimenti d'amore, cui una mescolanza di passione e compassione faranno perdere tutto. Una donna, Elvira, che in parte otterrà una specie di riscatto, aiutando la stessa Zerlina e perdonando dopo tutto Don Giovanni. Non sono mancati riferimenti ad altri personaggi della vicenda, come don Ottavio, l'amante di Donna Anna, e Leporello, il servitore e alter ego del protagonista, per esprimere la carica eversiva del melodramma mozartiano, ma anche la sua innovazione, la sua valenza simbolica e le sue implicazioni relative al rapporto tra amore e conoscenza. Brillante moderatore della serata, come sempre, Davide da Como, che ha introdotto il Marzemino di Mozart delle cantine roveretane Bossi Fedrigotti, assieme a Masi Agricola, sostenitori della conferenza.


Gianni Villani

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