11.06.2012
CIRCOLO UFFICIALI. Ilaria Peretti brilla a Castelvecchio con il recital «Cotton Club». Emozionante anche «Motherless Child», cantato a voce nuda in mezzo al pubblico
Nel novero delle migliori cantanti attive sulla scena scaligera, Ilaria Peretti è quella dotata di una vena più spiccatamente teatrale, e non a caso il suo raggio d'azione comprende anche la recitazione con la compagnia Pocostabile. Questa sua disinvoltura a 360° gradi sul palco, che padroneggia con agio, va a nozze in recital come il Cotton Club presentato al Circolo Ufficiali di Castelvecchio. È uno spettacolo di canzoni - con l'ausilio della voce recitante, fuori campo, di Lucia Ruina della Pocostabile - che parte dall'idea di ricostruire il clima festoso e brillante del celebre locale di Harlem negli anni '20/30, ma che in verità si allarga toccando varie facce ed espressioni del sogno americano novecentesco.
A siglare opportunamente il tono dello show e della propria vena espressiva, Peretti - affiancata da un gruppo, i Double Side, fedelmente al suo fianco ormai da parecchi anni - sceglie il Cabaret reso immortale dall'interpretazione di Liza Minnelli. Una canzone cronologicamente estranea ai tempi del Cotton Club - il film di Bob Fosse da cui è tratta è del 1972 - ma perfettamente in linea con il tipo di atmosfera, la voglia di divertirsi tra grande musica, lustrini e bottiglie stappate, evocate dalla New York dell'epoca. Anche le sfaccettature sopra le righe, giocose, a volte quasi fumettistiche - Louis Armstrong docet, in questo senso - sono caratteristiche di cui la cifra interpretativa di Ilaria non difetta. La sua vocalità nera e squillante restituisce con vigore brani come Dream a Little Dream of Me (celebri le versioni anni '60 di Mama's and Papa's e, in italiano, di Sylvie Vartan; ma è una canzone scritta negli anni '30), On The Sunny Side of the Street, Let's Call The Whole Thing Off, I Got Rhythm, Ain't Nobody Bizness If I Do.
I brividi maggiori, comunque, ci arrivano dalla versione quasi completamente jopliniana - Janis rimane un punto di riferimento luminosissimo per Ilaria - di Summertime, e di un meravigliso, classico spiritual, Motherless Child, cantato a voce nuda in mezzo al pubblico. B.M.
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