03.05.2012
CASELLE DI SOMMACAMPAGNA. Da oggi nella Sala polivalente. L'ex Orme alla guida dei Mangala Vallis. Domani i Conqueror e gli inglesi Magenta, sabato tributo ai Jethro Tull con il chitarrista Martin Barre
Nel maggio del 2006 Giamprmo Zorzan, già da alcuni anni manager del Club Il Giardino di Lugagnano, ebbe un'intuizione che allora parve come un'azzardata scommessa: dar vita al primo Verona Prog Fest, dedicato appunto a quel fenomeno musicale sbocciato in tutta Europa negli anni '70, quindi frettolosamente «lapidato» dalla critica e dal pubblico, e, dagli anni '90, tornato al centro dell'attenzione di un nucleo poi sempre più ampio di appassionati.
Il Verona Prog Fest arriva in questo 2012 alla sua settima edizione, ospitata da stasera a sabato nella Sala polivalente di Caselle di Sommacampagna (con la collaborazione dell'ufficio cultura del Comune di Sommacampagna). «Nonostante questa maledetta crisi», dice Zorzan, «abbiamo cercato di allestire un programma degno del nome e del prestigio acquisiti dal festival». Si comincia, stasera, con un musicista e un gruppo già presenti, appunto, nella prima edizione: Tony Pagliuca, storico pianista delle Orme, in quest'occasione alla guida della sua band, e i Mangala Vallis.
Attivo già con i gruppi Hophopi e Delfini prima di entrare nelle Orme ai tempi del debutto con Ad Gloriam del 1968, Pagliuca fu determinante per il gruppo veneziano nel passaggio convinto dal beat al progressive di matrice inglese, che portò il trio al successo anche Oltremanica con Felona e Sorona (testi di Peter Hammill dei Van Der Graaf Generator) e Verità nascoste.
Uscito dalle Orme nel '90, da solista ha collaborato con alcuni tra i protagonisti massimi del rock prog e dell'avanguardia inglese anni '70, come David Jackson e Nic Potter dei VDGG, Hugh Hopper dei Soft Machine, Chris Cutler degli Henry Cow, e con Patrizio Fariselli degli Area, Francesco Di Giacomo del Banco, Bernardo Lanzetti della PFM.
Mangala Vallis è il nome, in sanscrito, di un canyon del pianeta Marte. L'idea è nata nel 1998 da Gigi Cavalli Cocchi (già batterista con Ligabue e C.S.I.), Mirco Consolini (chitarra e basso), ed Enzo Cattini (tastiere, poi sostituito da Cristiano Roversi). Con chiari riferimenti alle «lezioni» di King Crimson, Genesis e Pink Floyd, Mangala Vallis ha debuttato nel 2002 con The Book of Dreams, un concept-album dedicato a Giulio Verne. Il successivo lavoro, Lycanthrope (che ha avuto tra gli ospiti David Jackson dei Van Der Graaf Generator), era ancora un concept, «un viaggio interiore nell'intento di riscoprire la propria essenza e liberarsi dai condizionamenti, dai falsi obiettivi, dall'educazione, dalle religioni, dai sensi di colpa, dai falsi miti e dalle false morali». Stasera il gruppo, con il nuovo cantante/bassista RobertoTiranti (già con New Trolls, Ian Paice e Glenn Hughes dei Deep Purple) presenterà il suo nuovo album.
Il Festival proseguirà domani con i Conqueror e gli inglesi Magenta. E sabato spettacolare tributo ai Jethro Tull con un supergruppo formato da Martin Barre, che dei Jethro Tull è lo storico chitarrista, Bernardo Lanzetti (già PFM e Mangala Vallis), Gianni Leone (degli Osanna e del Balletto di Bronzo), e Lino Vairetti degli Osanna. La Band si chiama Beggr's Farm. Informazioni al 348.5358957.
Beppe Montresor
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