26.04.2012
TEATRO SALIERI. L'italo-canadese, una delle voci più popolari del tempo, a Legnago il 6 giugno con la West Coast Band. Sue le hit mondiali «Wild horses» e «Black cars». Ha suonato in Vaticano per Giovanni Paolo II
Una delle più popolari voci degli anni '80-'90, quando la parola pop non aveva ancora il connotato derivativo (e negativo) che ha ora. L'italo-canadese Gino Vannelli, indimenticabile cantante di hit mondiali quali Wild horses e Black cars tornerà in Italia per un tour e il prossimo 6 giugno alle 21 sarà al teatro Salieri di Legnago con la sua The West Coast Band, con base a Portland, in Oregon. Vannelli, invece, vive in Olanda da diversi anni, e per la prossima tournée sarà accompagnato da un vero supergruppo, composto da Greg Goebel al pianoforte, Reinhardt Melz alla batteria, Sandin Wilson al basso (ha suonato con Quarterflash e Nu Shooz, e ha girato il mondo con Gino, da Jakarta a Città del Capo, da Las Vegas a Oslo), Allen Hinds alla chitarra e Patrick Lamb al sax.
Per Gino Vannelli si tratta, secondo l'etichetta discografica veronese Azzurra Music (che ha pubblicato di recente una raccolta e il libro di memorie Stardust in the sand, come l'album del 2009) della prima esibizione in Italia con la band al completo. La Azzurra ha organizzato il concerto al Salieri, dove, per l'occasione sarà girato un dvd live, uno dei pochi che Vannelli ha registrato durante la sua carriera ormai vicina al quarantennale. Fin dal suo primo album, uscito nel 1973, la sua musica si è caratterizzata per una ricerca sonora particolare. Prima ancora che fossero diffusi i sintetizzatori, Vannelli, con i suoi fratelli Joe e Ross, sperimentava la sovrapposizione di strumenti e voci per ottenere quel tappeto sonoro che poi è stato parte fondante del suo stile.
Riascoltati oggi, i singoli di successo come Wild horses (che divide con il classico dei Rolling Stones la strofa «Wild horses could not drag me away from you», ma è tutt'altra cosa...) appaiono poco datati, come produzione, rispetto ai brani più ritmati come Black cars, dove il synth è davvero troppo anni '80. Tra gli album ormai diventati oggetto per collezionisti (specie in vinile ma anche in cd), ci sono Nightwalker (1981), Black Cars (1985) e Big Dreamers Never Sleep (1987). Da riscoprire anche Canto, il disco del 2003 in cui Vannelli, che ha da tempo un forte legame con l'Italia, ha messo in mostra le sue doti di cantante pop lirico (una specie di Andrea Bocelli canadese...).
Registrato con la Northwest Orchestral Assembly, contiene l'omaggio a suo papà, Parole per mio padre, uno dei brani preferiti da Papa Giovanni Paolo II che invitò proprio Gino in concerto in Vaticano. G.BR.
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