lunedì 20.05.2013 ore 16.35

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Spettacoli

Spettacoli

Musica

31.01.2012

Musica sacra a Verona nel sax di Mondelci

SAN FERMO. Programma stravolto nel concerto inaugurale. È toccato a lui sostituire il trombettista Paolo Fresu nell'esordio della rassegna con i Virtuosi Italiani

Federico Mondelci con i Virtuosi Italiani nella chiesa di San Fermo FOTO BRENZONI

Federico Mondelci con i Virtuosi Italiani nella chiesa di San Fermo FOTO BRENZONI
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 0

Completamente stravolto il programma del concerto inaugurale di Musica sacra a Verona, a causa dell'infortunio in cui è incorso il trombettista Paolo Fresu, grande attrattiva della serata a San Fermo minore. Nell'esordio della seconda stagione della rassegna, organizzata dal Comune di Verona e dal Museo diocesano d'Arte sacra, il successo non è tuttavia mancato, grazie alla provvidenziale sostituzione di Fresu con il sassofonista e direttore Federico Mondelci, che i Virtuosi Italiani si sono velocemente accaparrati per non rimandare la partenza della rassegna.
Programma stravolto, dicevamo, e sostituito con pagine che fanno ormai parte di un consolidato repertorio che il noto sassofonista marchigiano (e con lui i Virtuosi Italiani) conosce a menadito.
Tali si possono infatti dire Solitude di Ellington, come Summertime di Gershwin, o Gabriel's oboe da Mission (bissata alla fine) e la colonna da C'era una volta il West, musicate da Morricone, per parlare ancora della suite da Lezioni di piano di Nyman, come dell' Aria di Eugène Bozza, in cui traspirano le magiche invenzioni di Bach.
Certo Mondelci e I Virtuosi Italiani non hanno limitato la loro partecipazione solo a questo. Fino dall'apertura del loro concerto hanno proposto un incantevole Adagio di Barber e chiuso poi la serata con l'appassionato ricorso e sette brani di Piazzolla, terreno sempre di indiscusso favore fra il pubblico.
Sette brani che sono stati aperti con l'Adios Nonino dominato dal violoncello di Leonardo Sapere, un musicista che come pochi sa trapassare da un assolo di dotta compostezza a un abbandono lirico senza compromessi. E proseguiti con Oblivion fatto rifulgere da uno stupendo gioco di dinamiche sulle note lunghe del sax contralto di Mondelci.
Fuga y misterio, Melodia en la minor e la triologia dedicata all'angelo, con Milonga, Muerte, Resurrecion del Angel hanno poi completato il quadro piazzolliano della serata, con la loro summa di contrasti, di sbalzi dinamici, di accelerazioni improvvise e grandi fendenti d'arco. Eccellenti Mondelci e compagni soprattutto nel tradurre l'anima di Piazzolla, con quel suo continuo sfumare dalla malinconia più nera al più esaltato e radiante dei sentimenti, nonché l'alternare passaggi aggraziati a giravolte impetuose.
Monsignor Giancarlo Grandis ha portato in apertura di concerto gli auguri del vescovo, non tralasciando di esaltare il linguaggio universale della musica, «dono e vera terapia dello spirito, che parla diverse lingue senza il bisogno di traduttori».


Gianni Villani

Commenti 0

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.