Dandies, rock alternativo e appeal tutto americano
JACK THE RIPPER. Bel concerto a Roncà della band dei fratelli Weber. Musica ricca di impeto sulla scia di Kings of Leon e Strokes, in attesa del primo album a Londra
Sono più preoccupati del campionato di football americano (la loro squadra, i Baltimore Ravens, giocava contro i San Francisco 49ers) che del concerto appena concluso al Jack the Ripper di Roncà. The Dandies, a dispetto del loro fisico magro e della loro gentilezza, hanno giocato fin da ragazzini a football e quando vedono una palla ovale perdono la testa. «A casa nostra, a Baltimore, nel Maryland, c'era il football e la musica. Così mio fratello Eric ed io» - a parlare è Adrian Weber, cantante e chitarrista ritmico della band per metà americana e per metà svizzera - «siamo cresciuti suonando, giocando nelle squadre scolastiche, tifando per i Ravens». Eric, il chitarrista solista, si presenta sul palco proprio con la maglia della squadra.
E la musica? Notevole e ricca di impeto. I Dandies, specialmente dal vivo, spingono sull'acceleratore di un rock composito ma diretto, ben arrangiato (armonie vocali, con la voce forte e delicata di Adrian; intrecci di chitarre elettriche), sulla scia di Kings of Leon e Strokes. Le loro potenzialità sono enormi e la Universal America li vorrebbe mettere sotto contratto ma è tutto ancora in stand-by. Nel frattempo continuano a girare l'Europa con un quartetto completato da Fabian Voirol (batteria) e Dimitri Schubiger (basso). La loro base è in Inghilterra, dove hanno inciso finora un singolo, Battlecry, con Bootstraps sul lato B (sì, stampano 45 giri e credono anche loro nel vinile
). «Viviamo a Londra, nella zona di Marble Arch. A pagarci l'affitto è la nostra casa discografica che ci vuole là per registrare il nostro primo album che, se tutto va bene, uscirà prima della primavera 2012». In molti hanno scommesso su di loro e, ascoltandoli in concerto, non si può che ammettere la loro bravura e un certo appeal, non solo musicale.G.BR.