09.07.2012
SACHSENRING. Rossi incassa un risultato non eclatante ma soddisfacente. Soprattutto alla luce dell'incontro avuto con i vertici di Audi: «Mi vogliono ancora su Ducati». Corsa senza rivali per l'alfiere della Honda: Stoner lo insegue ma cade alla penultima curva. Secondo Lorenzo, terzo Dovizioso
Pedrosa seguito da Stoner: coppia senza rivali in gara. L'australiano è caduto però all'ultimo giro| La felicità sul volto di Dani Pedrosa dopo il trionfo in Germania| Valentino Rossi su Ducati: per lui il sesto posto
SACHSENRING
Un sesto posto per Valentino Rossi va bene. Non è un risultato eclatante, ma questo al momento passa il convento. Poco conta che il blasonato pilota di Tavullia abbia lottato per tutta la gara con colleghi nemmeno lontanamente del suo calibro, mentre davanti, staccati di almeno una trentina di secondi, Dani Pedrosa e Casey Stoner (almeno fino alla sua caduta avvenuta alla penultima curva prima della bandiera a scacchi), sembrano di un altro pianeta. I due alfieri della Honda non sono stati in pericolo nemmeno un attimo da attacchi dei rivali. Jorge Lorenzo, terzo per quasi tutta la gara e secondo alla bandiera a scacchi è arrivato quasi 15 secondi dopo Pedrosa. Rossi ne ha presi 28. Però un sesto posto, primo tra i piloti con la Ducati, è un buon risultato.
La sfida più emozionante è quella per il 4° posto che si trasforma in un'altra grande emozione con Andrea Dovizioso e Ben Spies che si giocano nuovamente la figura di «vice Lorenzo». Ancora una volta è l'italiano ad avere ragione e trova il terzo podio stagionale. Bello quanto inaspettato. «Riuscire a fare la gara davanti e negli ultimi metri girare col miglior giro significa che sto facendo bene», ha commentato il pilota.
A TUTTA HONDA. Valentino ha fatto capire ai suoi compagni di marca, che durante le prove cercano di batterlo, che in gara è lui il più forte. «Le Honda hanno fatto un altro passo in avanti», ha ammesso Valentino, «ma le Yamaha sono più vicine, io ero dietro loro ma di poco. All'inizio ho provato a lottare con il gruppo di testa ma c'era sempre Barberà che si metteva in mezzo, poi ho deciso di aspettare perchè ho visto che non potevo andare via assieme alle Yamaha. Sono rimasto ad aspettare, ma non avevo il passo per andare via dal gruppo nel quale ero. Alla fine quando ho spinto un pò di più, stavo passando Bradl, ma c'erano le bandiere gialle per la caduta di Stoner e non ho potuto fare nulla. Comunque è il miglior risultato sull'asciutto dall'inizio della stagione».
Adesso dunque, la moto sembra andare un pò più come Valentino vuole. «Dobbiamo continuare ad utilizzare questo setting», ha detto Rossi, «anche se la moto è un pò più difficile da guidare, almeno riesco a staccare forte e ad andare con un buon passo fino alla fine, con l'altro non ce la faccio».
AIUDI E IL FUTURO. In Germania Rossi ha incontrato per la prima volta i dirigenti dell'Audi, la casa automobilistica che ha rilevato la Ducati. Al Sachsenring erano presenti l'amministratore delegato della Casa tedesca Rupert Stadler e il responsabile marketing Volkswagen Luca De Meo. «Ho incontrato i grandi capi», ha detto Valentino, «e devo dire che mi sembrano, più che ottimisti, determinati. Vogliono portare avanti questo progetto e vogliono farlo con me. Secondo me l'Audi potrà aiutare la Ducati a tornare competitiva e in grado di lottare per le prime posizioni. È stato un incontro positivo. Loro vorrebbero che io rimanessi, non abbiamo parlato dei dettagli, ma vale la pena provarci».
Audi, come Bmw nelle moto, ma il marchio di Ingolstadt non ha l'esperienza che la casa di Monaco ha nelle due ruote. «Audi», ha detto Valentino, «non ha esperienza nelle moto, ma ha tanta gente brava e hanno i soldi. Sanno come fare per vincere, ma fanno auto. Ci potrà volere tempo, ma avere l'aiuto e la tecnologia di Audi in certi campi può aiutare molto. Sicuramente io so cosa ci vuole per far andare bene la Ducati, spero di riuscirci. Per ora non c'è una data per iniziare le trattative».
Ci sarà ancora da aspettare, dunque, per capire se Valentino rimarrà in Ducati oppure no, nel frattempo in molti aspettano. Tra questi c'è anche lo stesso Dovizioso che corre con la Yamaha privata del Team Tech3.
Il pilota forlivese sta cercando di farsi notare dalla squadra ufficiale Yamaha, ma un interessamento di Rossi potrebbe spegnere i sogni di gloria di Dovizioso.
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