giovedì 20.06.2013 ore 05.05

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Sport

Sport

Marmi Lanza

10.09.2012

«Marmi, il gruppo è buono e l'umore è alto, ora si gioca»

L'INTERVISTA. Marco Meoni fiducioso a 4 settimane dalla prima. Il «Meo» pensiero sulla stagione alle porte e sugli atleti alcuni dei quali pronti a esprimere il loro meglio giorno dopo giorno

Marco Meoni indica alla Marmi Lanza la strada da seguire per essere all’altezza delle attese

Marco Meoni indica alla Marmi Lanza la strada da seguire per essere all’altezza delle attese
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 0

Di vedetta. Marco Meoni scruta, osserva, analizza. La Marmi Lanza avanza, piano. E, a Padova, anche sbuffando. Perché i carichi di lavoro si sono fatti sentire e, a volte, tirare il fiato diventa un'esigenza.
Il leader carismatico di Verona regala pensieri in libertà. Aveva già parlato al suo ritorno al PalaOlimpia dopo le vacanze. Le osservazioni di «Meo» sono utili per cercare di inquadrare la situazione in casa Marmi Lanza. Unico pensiero: il campionato. Ci si arriva, piano, ma ci si arriva. E la squadra di coach Bagnoli adesso va alla ricerca delle giuste alchimie.
Meoni, quali sono le sue sensazioni dopo le prime due amichevoli?
«Sono sicuramente positive. È chiaro che, a quattro settimane dalla prima di campionato, è normale dover fronteggiare problemi di preparazione, inserimenti, affaticamenti muscolari. Ma si vedono già delle cose molto interessanti».
Tra i nuovi arrivati, qual è il ragazzo che la convince di più?
«A dire il vero, tanti nuovi arrivati sono mie vecchie conoscenze. Mi piace molto Peacock e sono sicuro che farà bene non solo nel breve periodo, ma che avrà davanti a sé un futuro radioso. Anche Fedrizzi mi sembra un ragazzo molto interessante. Da qualche giorno accusa qualche problema fisico, ma ha doti che gli possono far fare il salto di qualità».
Guardando la squadra nel complesso, quali possono essere le differenze rispetto alla scorsa stagione?
«L'idea che mi sono fatto è che l'anno scorso eravamo un buon gruppo e che quest'anno possiamo esserlo ancora di più. Il lavoro in palestra di questo periodo aiuta molto. Dal punto di vista tecnico, è presto per esprimere un giudizio. Dipenderà molto anche dagli avversari che incontreremo. Ma per quanto riguarda l'umore, mi sembra che ci siano delle componenti molto interessanti e che si stiano creando delle belle alchimie».
Come ha ritrovato Bagnoli?
«In realtà non l'ho ritrovato, ci siamo sentiti per tutta l'estate. Bruno è sempre Bruno, con la differenza che quest'anno si trova a gestire una squadra che ha costruito lui, in prima persona, da zero».
Secondo lei, qual è stato il miglior colpo di mercato e quali sono le prime tre squadre più attrezzate del campionato?
«Per quanto riguarda le prime due, penso che non ci siano dubbi: Macerata e Trento. Per quanto riguarda la terza, bisognerà vedere come si combineranno alcune situazioni. Cuneo, a mio parere, rimane tra le favorite, anche se è tutto da vedere. Per quanto riguarda il mercato, quest'anno non è stato così stravolgente: forse l'arrivo di Zaytsev a Macerata è stato il colpo più importante».
Che collocazione si sente di dare a Verona per quest'anno, in questo momento?
«Non mi piace mai dare voti durante la stagione, tanto meno in pre-season. Stiamo cercando di trovare una buona forma fisica, che dev'essere legata ad una condizione tecnica che si acquisisce solo potendosi allenare con serenità. Disputare molte amichevoli presenta vantaggi e svantaggi. Speriamo che, alla fine, siano più i vantaggi».
Quale potrà essere l'arma vincente della Marmi Lanza?
«È difficile da dire, perché ci sono tante caratteristiche che possono essere sviluppate. Potrei dirne una e poi venire smentito, perché la pallavolo è fatta di tantissimi equilibri che si trovano nel corso della stagione. L'anno scorso abbiamo cominciato credendo che il servizio fosse il nostro fondamentale migliore e, alla fine, è risultato quasi il peggiore. Saranno il campionato e le singole gare a definire sia il nostro punto di forza che il nostro punto debole».
Scorrendo il suo curriculum sembra che lei abbia ottenuto tutto. Cose la manca ancora?
«Dal punto di vista personale, non mi manca nulla. Sono soddisfatto di tutto quello che ho fatto e del modo in cui l'ho fatto, delle decisioni prese, delle vittorie e delle sconfitte. Dal punto di vista sportivo, mi manca l'oro olimpico e ancora mi brucia non averlo raggiunto. Anche se aver partecipato a tre Olimpiadi nell'arco di tempo di 20 anni è un'enorme soddisfazione personale. Sono stato molto fortunato a crescere e a vivere in un periodo storico sportivo di un certo tipo. Adesso i miei traguardi personali sono cambiati: non posso più guardare all'oro olimpico, o alla Champions League; oravoglio aiutare a crescere ancora di più una società seria e fertile come quella veronese».


Simone Antolini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti 0

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.