30.07.2012
OLIMPIADI. Il tecnico gialloblù commenta il match dei suoi «aussie». L'allenatore della squadra veronese ha seguito Zingel e Peacock nella partita contro l'Argentina: «Ora aspettiamo l'Italia, tra le favorite per il podio»
Occhi su Londra e sui giocatori della Marmi Lanza. A Earls Court l'Australia ha perso 3-0 contro la giovane e agguerrita formazione Argentina e Bruno Bagnoli, allenatore degli scaligeri, ha seguito il match in tv per vedere i suoi due «aussie» in campo: il centrale Aidan Zingel, al terzo anno in gialloblù, e Harrison Peacock il nuovo acquisto e da quest'anno a Verona.
«I nostri due ragazzi comunque», rileva il coach della Blu Volley, «hanno tenuto bene il campo e sono stati impiegati titolari per ampi tratti della partita. Zingle ha fatto sette punti, sicuramente un buon esordio con 2 muri e 5 punti in attacco. Chiaro che non era una partita semplice e il risultato non li ha premiati». Per l'Australia, una nazione senza una grossa tradizione nel volley, arrivare ai Giochi è stato comunque un traguardo importante. E ora vorrebbe pure lasciare il segno nonostante nel suo girone siano presenti squadre di tutto rispetto come l'Italia, la Polonia, la Gran Bretagna, la Bulgaria e l'Argentina.
Dopo la battuta d'arresto iniziale, per l'Australia Bagnoli non la vede malissimo: «Avranno modo di rifarsi, giocando magari in maniera un po' più serena e senza grandi tensioni visto che già aver conquistato l'Olimpiade per loro è un grande risultato e quindi possono essere il più spregiudicati possibile e giocare con la testa libera da qualsiasi tipo di pressione, senza tensioni in maniera tale da poter magari provare a fare qualche risultato sorpresa nelle prossime partite».
Buona prova anche per l'altro australiano gialloblù, quest'anno al debutto a Verona, Harrison Peackok. «Ha giocato quasi tutta la partita, ha fatto un punto in attacco ed è sceso sul finale del terzo set. Cioè andato in panchina, il coach ha cercato di cambiare qualcosa visto la piega che aveva preso la partita ma non ci è riuscito».
Promossi tutti e due, quindi. «Sicuramente Zingel», dice Bagnoli, «nonostante una sconfitta così ha fatto sette punti e in generale, nel match, si è ben comportato». Adesso per l'Australia l'importante è riprendersi subito con una vittoria. «Ora dovranno cercare di piazzare una o due partite decisive nelle prossime», dice, «per vedere se riescono a qualificarsi magari come quarta squadra. Non è facile però ci proveranno. Magari con una partita molto molto buona in battuta anche se non è semplice perché hanno delle formazioni contro molto forti e per loro ostiche».
E nel girone A dove gioca la «nostra» Australia, c'è pure l'Italia, una delle formazioni che per Bagnoli ha buone probabilità di arrivare al podio. «Tra le favorite», dice il coach, «vedo 4, 5 come l'Italia, gli Stati Uniti, la Polonia, il Brasile e la Russia. A mio avviso queste sono le prime cinque formazioni dove dal punto di vista fisico la Russia ha una leggera prevalenza, mentre da un punto di vista tecnico il Brasile è favorito, così come dal punto di vista mentale gli Stati Uniti hanno la capacità di presentarsi a queste manifestazioni veramente al top della condizione». «In questo contesto», aggiunge, «spero che l'Italia possa fare pesare nelle partite decisive, quindi dai quarti di finale in avanti, un sistema di gioco improntato su battuta-muro che potrebbe fare la differenza».
Ma a parte i due australiani, attualmente in gialloblù, non sono pochi i giocatori adesso alle Olimpiadi che sono passati da Verona. «Sì», conferma Bagnoli, «sono tanti quelli che noi abbiamo in qualche maniera lanciato e aiutato ad arrivare al top con i club ma anche con le rispettive nazionali.
È bello ricordare soprattutto quelli che giocano con la nazionale italiana come Simone Parodi, Alberto Bigarelli e Michal Lasko». Ma non solo. Molti anche i giocatori che hanno giocato nella Marmi Lanza e che adesso sono alle Olimpiadi con altre nazionali, come Marcus Popp che gioca nella Germania e che l'anno scorso era in gialloblù.
Marzio Perbellini
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