28.07.2012
GLI AVVERSARI. Passando da 12 a 14 squadre erano molti i giocatori disponibili sul mercato e di conseguenza si sono abbassate le cifre per ingaggiarli. Il coach della Marmi Lanza analizza la stagione e gli avversari: «Trento e Macerata le migliori Molto forti Ravenna e Piacenza»
Un campionato più duro, ma anche più spettacolare con meno squadre, più campioni e più sofferenza in campo. Bruno Bagnoli, l'allenatore della Marmi Lanza, fa una analisi della stagione che verrà, con un occhio di riguardo gli avversari e ai loro nuovi giocatori.
La premessa è che passando da 14 a 12 formazioni (in A1 non si sono iscritte Monza e Belluno) sono rimasti «disoccupati» numerosi giocatori (almeno 60 considerando le 5 formazioni tra A1 e A2 che non parteciperanno per problemi economici) e di conseguenza si è determinata più offerta rispetto alla domanda, con il risultato che i giocatori per rimanere in campo hanno abbassato le pretese economiche permettendo alle squadre di fare affari a prezzi contenuti.
IL MERCATO. «Le formazioni si sono rinforzate», dice Bagnoli, «soprattutto i sestetti titolari sono stati allestiti con grande cura e per questo avremo un campionato di grande qualità. L'unica squadra che è andata un po' in difficoltà è stata Alto Tevere che è stata l'ultima formazione a essere allestita che ha lanciato un po' di giovani, facendo qualche scommessa in più rispetto agli altri». «Le altre 11 formazioni», prosegue il coach, «noi comprese, invece, hanno sviluppato un buonissimo mercato per dare vita a un campionato ancora più combattuto ma anche più spettacolare».
«I sestetti quest'anno sono di grandissima qualità e anche squadre che l'anno scorso hanno lottato per la salvezza come Ravenna hanno potuto prendere giocatori di primo livello assoluto mondiale come Rooney, titolare americano che si giocherà le medaglie alle Olimpiadi». Di conseguenza «arrivare ai play off non sarà affatto facile».
PRIMA FASCIA. «Le due favorite», spiega l'allenatore gialloblù, «sono Macerata e Trento. Trento ha mantenuto l'ossatura dell'anno scorso ma si è un po' indebolita in panchina. Mentre Macerata con l'acquisto di Zaytsev ha fatto un ulteriore passo avanti. Altre due squadre poi in sede di campagna acquisti hanno fatto molto bene e sono Cuneo e Piacenza. Quest'ultima ha innestato una diagonale titolare con De Cecco, il palleggiatore argentino, e Fei, l'opposto, veramente strepitosa. «Ma soprattutto», rileva, «in panchina ha saputo acquistare giocatori del calibro di Marruotti che possono garantire sia in coppa che in campionato una grande costanza di rendimento. Senza dire che Piacenza potrebbe anche avere il tesseramento di Simoni, il centrale cubano. E se ci riesce anche lei diventa una candidata allo scudetto».
SECONDA FASCIA. «Dopo le prime quattro (Macerata, Trento, Cuneo e Piacenza), ci sono tre formazioni di seconda fascia che a dispetto della crisi hanno fatto acquisti importanti», dice Bagnoli. «E mi riferisco a Modena, Latina e Vibo Valentia. Sono squadre di spessore dal rendimento abbastanza certo. Modena ha inserito dei giovani di spessore internazionale e ha fatto una squadra molto robusta prendendo anche un opposto come Celitans, assolutamente affidabile. Latina ha preso uno come Cisolla quindi ha sicuramente una forza e delle ambizioni molto importanti».
TERZA FASCIA. «Noi entriamo a buon diritto nelle squadre di terza fascia con Ravenna e con Perugia», dice il coach.«E Castellana che è tornata in A1 meritando la promozione. E sicuramente vorrà fare bella figura. Poi c'è Alto Tevere che secondo me rappresenta la formazione un pochino più debole, almeno sulla carta».
LA MARMI LANZA. «Noi avremo», conclude Bagnoli parlando della sua squadra, «due diagonali sicuramente di rendimento costante. Mi riferisco a palleggiatore-opposto con Gavotto e Meoni e i due centrali che all'inizio saranno Rak e Zingel, che rappresentano delle garanzie importanti. Sul discorso del libero e dei posti 4 abbiamo fatto la scelta di prendere dei giocatori giovani ma con prospettive interessanti perché parliamo di Ter Horst e De Marchi che hanno già una certa esperienza». Alla fine, però, «dipenderà dalla malgama che riusciremo a costruire e dai progressi che come squadra riusciremo a fare. Al di là del discorso play off è da vedere se riusciremo a giocare alla grande scatenando l'entusiasmo dei tifosi».
Perché alla fine, i giocatori sono importanti, ma come in tutti gli sport di squadra, è l'intesa in campo che conta, l'affiatamento, il gruppo.
Marzio Perbellini
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