16.05.2012
CONTRATTI DA FARE. Prestito concluso ma a Macerata ha la strada chiusa da sei concorrenti. Non ne fa una questione di soldi: «Anche se ci saranno tagli agli ingaggi per risparmiare non riguarderanno chi guadagna quanto me»
Il francese Hubert Henno (la scorsa stagione a Cuneo e fresco acquisto biancorosso), l'altro francese Jean-Françoise Exiga titolare della squadra che ha vinto lo scudetto e la sua riserva Davidson Lampariello, Alessandro Paparoni (di ritorno dal prestito a Roma), Matteo Cacchiarelli (in presito al Loreto di A2), Nicola Pesaresi (la scorsa stagione in A2 a Segrate). È l'elenco dei liberi attualmente tesserati dalla Lube Banca Marche Macerata. Incompleto, per altro. Manca infatti il nome di Lorenzo Smerilli. E non perché non ne faccia parte: anzi. Il fatto è che «Smero» vorrebbe cancellarsi in fretta. Lui, marchigiano doc, concittadino di coach Alberto Giuliani fresco scudettato proprio con Macerata, difficilmente potrà trovare spazio nella squadra che lo ha visto crescere e poi lo ha spedito a Verona a farsi le ossa. E visto che i due anni di prestito in gialloblù sono scaduti, Smerilli è formalmente sul mercato.
IL LIBERO È LIBERO. È appena tornato da un viaggio negli Stati Uniti in compagnia di Matteo De Cecco e si è ripreso la sua camera nella casa che i genitori hanno a San Severino Marche. Non ha staccato il cellulare però. Forse perchè aspetta una chiamata da Verona. Ma lui vuol restare? «Dipendesse da me...», è la laconica risposta di Smerilli che non nasconde come del rinnovo si doveva parlare dopo la definizione nella nuova struttura societaria: «Doveva arrivare alla fine del campionato, poi due settimane fa... Adesso bisognerà aspettare un'altra settimana. La stanno tirando per bene, come è giusto che sia del resto. È un momento importante per la società e le decisioni vanno prese valutando bene tutto».
L'INGAGGIO NON È UN PROBLEMA. Resta la volontà del giocatore che a Verona si è trovato benissimo. Tanto che non ne fa una questione di soldi. «So che si parla di tagli anche pesanti agli ingaggi», ammette. «Ma è una situazione che riguarda giocatori che guadagnano molto più di me. Ovvio che per una società risparmiare 30-40mila euro rappresenta un fatto importante: ma non può certo farlo con giocatori che hanno una fascia di ingaggi medio-bassa. Ed io sono tra questi. E poi c'è il blocco delle retrocessioni che permetterà alle società di risparmiare anche sulle seconde linee, visto che non ci sarà la necessità di avere cambi all'altezza». Quindi la permanenza del libero a Verona è solo una questione di volontà. Al plurale. «Esatto: bisogna volerlo in due. Quando ho parlato con Bagnoli tutto era ancora in alto mare perché ci sono altre priorità. Si comincerà a fare la nuova squadra quando si conoscerà il budget, chi dovrà usarlo e come. Non mi resta che aspettare».
VACANZE LUNGHE. Nell'attesa Smerilli si gode la sua San Severino ma non dimentica di tenersi in forma. «Per la verità ho ripreso proprio lunedì a fare un po' di pesi», confessa. «Nel mese precedente non ho fatto nulla: ho pensato alla vacanza negli Usa e a rilassarmi. Adesso riprenderò a muovermi anche con qualche partita a calcetto e a tennis e con un po' di beach volley. Inoltre mi occuperò del Summer volley a San Severino che quest'anno sarà anche più sentito visto che a Macerata è arrivato lo scudetto». Una vitaccia, insomma... Avrà tempo per studiare la nuova formula del prossimo campionato, senza più retrocessioni. Anche se, a quanto pare, ha le idee abbastanza chiare. «Non mi convince», ammette infatti. «È vero che qualcosa bisognava pur fare per permettere alle società di ripianare i debiti: un problema che non era più procrastinabile. La speranza è che vengano messe in piedi comunque squadre competitive ed i buon livello».
NUOVA FORMULA. Il rischio che Smerilli - e non solo lui - paventa è quello della fuga dei talenti dall'Italia. «Juantorena e Kaziyski se ne sono già andati; Facundo Conte lo sta per fare; si parla anche di un trasferimento all'estero di Savani... Se i più forti vanno tutti via che campionato vedremo? Va bene puntare sui giovani, ma non si può abbassare troppo il livello tecnico. Il pubblico potrebbe non divertirsi più e smettere di venire nei palazzetti». Bisognerà anche trovare nuove motivazioni, almeno per quelle squadre che sono abituate a partire avendo la salvezzo come obiettivo stagionale. «Come la Marmi Lanza», conclude il libero maceratese. «Ma anche come molte altre. Escluderei Macerata, Trento, Cuneo e Piacenza: poi tutte le altre giocheranno probabilmente senza traguardi reali di classifica. E questo può essere un vero problema. Con quale appeal attirerai i tifosi? Perché dovrebbere venire a veder giocare per un traguardo inesistente?».
Bruno Fabris
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