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Marmi Lanza

23.03.2012

«Noi preoccupati? No, è Padova che non può sbagliare»

L'INTERVISTA. Popp il «saggio» sul momento della sua Marmi Lanza. Controllo antidoping a sorpresa per i due tedeschi con Marcus costretto a bere litri di acqua per fare «plin plin». «Abbiamo sempre 5 punti di vantaggio»

Una schiacciata di Marcus Popp contro la Fidia Padova

Una schiacciata di Marcus Popp contro la Fidia Padova
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Visita a sorpresa ieri al PalaOlimpia per Marcus Popp e Robert Kromm. I due schiacciatori tedeschi hanno infatti subìto un controllo antidoping voluto dall'agenzia europea che, a turno ed a sorpresa, sta facendo verifiche sulle squadre nazionali europee. In questi giorni tocca appunto alla Germania, tanto che l'ispettore dell'antidoping è comparso anche al PalaFabris per controllare il tedesco della Fidia Padova Sebastian Schwarz. Nessun problema, ovviamente, per i due gialloblù. Anzi, no: Popp ha dovuto bere un bel po' di acqua prima di riuscire a dire plin plin ed accontentare così l'ispettore in attesa. Tempo «sfruttato» da Marcus per una chiacchierata sullo stato della squadra e l'impegno di domenica prossima contro l'Itas Diatec Trentino.
Cominciamo subito dalle noti dolenti: che succede alla vostra battuta?
«Lo chiedi ad uno che domenica a Modena ha battuto meglio del solito. Però è vero: non abbiamo un buon ritmo al servizio».
Eppure in allenamento fate grandi cose...
«Ma questo è il grande segreto. E mi riferisco alla testa».
Hai provato a decifrare questo... segreto?
«La battuta è il fondamentale della pallavolo con l'individualità più alta. È l'unica azione nella quale chi la esegue è da solo contro l'avversario e sotto lo sguardo del pubblico. Da solo e senza alibi. Ed ognuno risponde a se stesso ed alla sua testa».
Eppure quelli che sbagliano di più sono quelli che dovrebbero sbagliare meno.
«La domenica dovresti riuscire a rifare quanto hai già fatto in allenamento se sei tranquillo. Magari c'è chi sente troppa pressione perché pensa di dover risolvere tutto da solo: con un servizio od un ace».
Peccato perché contro Modena poteva scapparci un set in più...
«È vero: ma in quella seconda frazione è successo davvero di tutto. Ma è stata una bella partita, a parte l'ultimo set. Abbiamo attaccato bene e se avesse funzionato anche il servizio...».
Domenica contro Trento deve funzionare tutto a puntino.
«Certo. Come ad ogni partita. Il campionato ti offre una nuova possibilità e cercheremo di sfruttarla. Per ora posso dire solo che in questi giorni in palestra ho visto delle ottime cose».
Il fatto di aver rimesso in discussione una salvezza che sembrava ormai archiviata vi crea pressione?
«Io no, ma parlo per me. Fra noi non se n'è mai parlato: solo ieri per la prima volta ci sono stati degli accenni. Credo che più ne parliamo e peggio è: l'idea ti entra in testa e ti crea pressione. Invece dobbiamo pensare solo a giocare le due partite che restano».
Che non sono impegni facili.
«Forse è meglio così. Senza dimenticare che abbiamo ancora molti punti di vantaggio. Questo vuol dire che se noi abbiamo pressione, Padova ne ha molta di più: non può sbagliare nulla. Credo siano messi peggio loro, no?».
Pensiamo a Trento dunque. Domenica il PalaOlimpia saluterà Osmani Juantorena che a fine campionato lascerà l'Italia.
«Il campionato perde un atleta eccezionale. Io non ho mai visto uno giocare così bene come lui ha fatto nelle ultime due stagioni con una continuità straordinaria. È un fuoriclasse. Non sono molto vecchio ma credo che Juantorena sia uno dei più forti giocatori di tutti i tempi e sicuramente il migliore fra tutti quelli che ho visto io».
E come si batte Juantorena?
«Non dobbiamo battare lui ma Trento. E sarà più difficile perché se anche non giocheranno i titolari loro hanno due squadre competitive. Ma non è impossibile. Dovremo avere la consapevolezza che abbiamo i mezzi per farlo. Certo: dobbiamo servire bene e per il resto giocare come abbiamo fatto a Modena. E poi non dobbiamo batterli: ci basterebbe vincere due set».


Bruno Fabris

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