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Marmi Lanza

15.04.2011

Game over

La «sorella povera» della Marmi Lanza di domenica ha qualche fiammata, ma non riesce mai ad accendere davvero l'ultimo match

Non è bastato l'orgoglio a Lasko e compagni

Non è bastato l'orgoglio a Lasko e compagni
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Cuneo. La sorella povera della Marmi Lanza di domenica scorsa - quella che aveva costretto i campioni d'Italia di Cuneo al tie break - ha dato disco verde alla Bre Banca Lannutti verso le semifinali. E lo ha fatto rispolverando le solite virtù (un buon attacco con il solo Cala al di sotto della sufficienza), i soliti vizi (una pessima battuta) e la novità di una buona ricezione che, però, non è bastata per impensierire i piemontesi. Un dato su tutti: nei settanta minuti di durata del match Verona è stata alla pari di Cuneo solo sugli 0-0 iniziali dei tre set e sul 19-19 dell'ultima frazione. Troppo poco per impensierire una formazione che coach Alberto Giuliani ha tenuto in campo con quello che sarà, fino al termine dei play off il sestetto titolare.
Cuneo si schiera con la diagonale Grbic-Volkov, il rientrante Wijsmans e Patriarca (sostituto di Parodi) a schiacciare, Mastrangelo e Volkov centrali, Henno libero. Coach Bruno Bagnoli risponde con il sestetto solito: Meoni in regia, Lasko opposto, Lotman e Cala schiacciatori, Pajenk e Brunner centrali, Smerilli (pur debilitato dal virus intestinale che aveva già colpito Meoni domenica scorsa) libero. L'inizio è esattamente quello che ci si aspetta: la Bre Banca pigia sull'acceleratore, soprattutto in battuta, mentre la Marmi Lanza fa fatica al servizio e commette molti errori in attacco con Lotman, Lasko e Cala. Primo time out tecnico sull'8-5, poi i padroni di casa prendono il largo tanto che, sul 14-9, Bagnoli chiama time out. Senza ottenere gran che, per la verità: la seconda sosta tecnica arriva con Cuneo che ha allungato ancora (16-10). Le pause ed i consigli dalla panchina non cambiano il trend dell'incontro, almeno nella metà campo gialloblù. Bagnoli sarà costretto a chiamare un altro time out il punto ma senza esito. I piemontesi volano sul 24-10 in un battibaleno, nonostante Latelli ed Herpe provino a dare il cambio a Meoni e Brunner. Con otto set point da annullare va in battuta Pajenk che parte con un ace, poi mette in difficoltà la ricezione al punto che sulla ribattuta Lasko mette a terra ma il terzo servizio finisce lungo per il 25-17 finale.
Il secondo set parte con l'identico copione. Ma stavolta Bagnoli corre ai ripari subito: Herpe sostituisce Cala sul 7-3 per Cuneo, dopo l'ennesimo errore del cubano statunitense che manda fuori (anche se di pochissimo) un lungolinea. Il primo time out segna già la fuga dei padroni di casa (8-3), ribadita nel primo punto da giocare dopo la pausa: con il tecnico di Verona che chiama subito un altro time out. Stesso copione del set precedente, e la scossa sembra arrivare. Lo scambio successivo è sempre di Cuneo (Grbic da posto 4) ma i gialli scaligeri tirano il punto più a lungo possibile. Poi Pajenk mette a terra 10-4. Ma è solo un fuoco di paglia: capitan Wijsmans replica da par suo. Ma dall'11-5 Verona inizia una risalita scandita dalla battuta di Meoni e dalle martellate di Lasko. Per quattro volte i gialloblù falliscono l'aggancio: sul 12-11 (Nikolov buca il muro a due di Brunner-Lotman), sul 13-12 (sempre Nikolov che gioca col muro gialloblù); sul 14-13 (battuta lunga di Lasko) e sul 15-14 (Herpe murato).
Tanto che i biancoazzurri (ieri in verde) vanno al secondo riposo tecnico col doppio vantaggio: 16-14. Poi allungano ancora anche grazie alla magie in palleggio di un Grbic ieri particolarmente ispirato: da cineteca un'alzata ad una mano sopra la rete per Mastrangelo che schiaccia a terra per il 19-16. Bagnoli butta nella mischia anche Zingel al posto di Brunner, ma una serie del solito Nikolov al servizio porta ad un ulteriore scatto ed alla prima palla set un errore in palleggio di Herpe spegne ogni speranza veronese: 25-19.
Terzo set e subito un ace di (ci crederete?) Nikolov su Smerilli. Verona sembra ormai persa nei suoi limiti tecnici e mentali. Primo time out tecnico sull'8-6 poi allungo di Cuneo sul 10-7. Ma l'orgoglio gialloblù sembra riemergere al punto che una lenta ma costante risalita porta Verona sul -1 (12-11) dopo una veloce di Brunner ed una schiacciata sulla rete di Wijsmans. Ma i campioni d'Italia riallungano di nuovo spinti da una serie in battuta di Grbic. Sul 16-12 la Marmi Lanza ci riprova: e stavolta la serie buona al servizio è quella di Herpe che porta al quasi aggancio (7-16). La parità arriva sul 19-19 grazie a Lotman. Ma è l'ultimo sprazzo vitale della stagione scaligera. Con un parziale di 6-2, con Grbic che va in battuta sul 21-20 e finisce solo quando arriva il 25esimo punto per i suoli, Cuneo mette al sicuro la partita e la semifinale. Unica squadra, con Trento (e non è un caso), ad aver chiuso la serie dei quarti sul 3-0. Per Verona è suonato il rompete le righe.


Bruno Fabris

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