21.08.2012
IL RILANCIO. Il sogno è arrivare ad avere almeno 1.000 abbonati. Inizia la stagione e Pedrollo parla della squadra con Boscagin a fare da ponte tra passato e presente: «Abbiamo scommesso sui talenti e i multiplayer»
Tre, due, uno. Partiti. La nuova stagione della Scaligera Basket ha preso il via ieri al PalaOlimpia. I Giganti di Ramagli iniziano così a muovere i primi passi. Nuovi orizzonti da conquistare. Per la Verona dei canestri, ma anche per la società di via Cristofoli, alla caccia di pronto rilancio dopo due stagioni in saliscendi. La 'tabula rasa' annunciata da Gianluigi Pedrollo due mesi fa ha avuto l'effetto di veder arrivare ai blocchi di partenza una squadra tutta da scoprire. Tantissimi volti nuovi, solo Giorgio Boscagin a fare da punto di contatto tra presente e passato. Giorgio Pedrollo, responsabile dell'area tecnica del club scaligero, traccia il solco tra quello che è stato e quello che dovrà essere. Pedrollo, si ricomincia a navigare. Le prime sensazioni? «Senz'altro positive. Abbiamo centrato i nostri obiettivi, costruendo una squadra affamata di successi e trascinata dalla voglia di vincere. È rimasto Boscagin, il nostro capitano. Giusto ripartire da lui. Tutti gli altri sono da scoprire. Ma per noi rappresentano già delle certezze. Ganeto ha voglia di rivalsa. E soprattutto di tornare a giocare nel ruolo che gli è più congeniale. Lawal è un combattente. E Verona ha bisogno di guerrieri. Chessa è carismatico. Abbiamo completato il 'roster' con De Nicolao. Un giovane che a Piacenza ha giocato contro di noi da titolare. E qui fa il sesto esterno. Per dire: c'è grande qualità. E ci sarà grande competitività all'interno del gruppo. Poi ci sono tutti gli altri. Giocatori da Tezenis». Ecco, appunto. Chi viene oggi alla Tezenis cosa deve dare? «Corsa, entusiasmo, voglia di sacrificio». L'impressione è che sul piano tecnico abbiate scelto molti giocatori intercambiabili «Questo volevamo fare. E questo abbiamo fatto. Soprattutto in trasferta dovremo essere capaci di mutare forma. A me non piacciono troppo le squadre con giocatori dal ruolo ben definito. La Tezenis dovrà cambiare pelle a gara in corsa. Dimostrando rapido senso di adattamento e risorse infinite. Abbiamo a disposizione dei 'multiplay', delle 'multigardie'. Abbiamo chi mette punti, chi va al tiro da fuori con naturalezza. Abbiamo tutto sulla carta per fare bene» È un messaggio ai tifosi? «Credo abbiano già colto il nostro sforzo e la nostra volontà di fare bene. Per questo mi piacerebbe vedere un pubblico gasato fin da subito. Poi ho anche una speranza: arrivare a quota 1000 abbonati. L'anno scorso ci eravamo attestati intorno ai 550». Ci stiamo dimenticando di Ramagli «Ci stavo arrivando. Ramagli va considerato un grandissimo colpo messo a segno dalla società. Voglio ricordare che la passata stagione è stato considerato il terzo miglior allenatore della serie A. E adesso è qui da noi. Sa lavorare molto bene con i giovani. Non a caso li allena nella Nazionale sperimentale». Nella scelta dei giocatori cosa è cambiato rispetto al passato? «Scommettiamo sui talenti. E quindi puntiamo anche su contratti pluriennali. Mi riferisco a McConnell e Chessa. Crescere insieme è obbiettivo di società e giocatori». All'ultimo secondo è arrivata anche la firma di Boscagin «Avevo parlato con Giorgio un mese e mezzo fa. Era amareggiato perché lasciare Verona con addosso un brutto ricordo non era cosa che accettava. Forse ha dovuto convivere la passata stagione con troppa pressione. Lui e anche il gruppo. Quest'anno è diverso c'è grande tranquillità. E si lavora molto bene. E poi c'è la squadra oscura». Cioè? «Gente che non compare, che non vedi in campo, che non figura. Ma che muove il meccanismo Tezenis. Siamo una grande famiglia». Il futuro? «I giovani, il vivaio, il settore giovanile». L'obiettivo stagionale? «Arriviamo da un flop. Vogliamo puntare in alto. Mi fermo a questo. In passato abbiamo indicato la rotta. Senza poi mantenerla. Partiamo senza Chessa che è impegnato con la Nazionale e lo avremo solo a metà settembre. Westbrook è in arrivo. La Tezenis c'è già».
Simone Antolini
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