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Tezenis

06.08.2012

La Tezenis mette il gigante Lawal sotto i canestri

UN ALTRO ARRIVO. Il «centrone» nigeriano col passaporto americano. Grazie al «Cotonou rules» sarà equiparato ad un europeo. La scorsa stagione in Spagna ha fatto 10,6 rimbalzi, 9,1 punti e 1,8 stoppate di media a match

Olaseni Abdul-Jelili Lawal, il nuovo «centrone» della Tezenis

Olaseni Abdul-Jelili Lawal, il nuovo «centrone» della Tezenis
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La nuova Tezenis ha il suo quintetto. Per carità: lo starting five che scenderà in campo a partire dal prossimo 7 ottobre avrà certamente altri nomi. Anche perché ci sono da riempire alcuni ruoli che sono ancora scoperti. Ma se si scendesse in campo oggi Verona avrebbe cinque giocatori da mandare in campo. Dopo l'ala forte Matteo Da Ros, il play-guardia Richard «Mickey» McConnell, il play Massimo Chessa e l'ala-centro Mario Ghersetti è arrivato anche il gigante Olaseni Shane Lawal: ala-centro di 206 centimetri di altezza e 26 anni di età. Nato in Nigeria ha anche la nazionalità statunitense e l'ultima stagione ha giocato nella Leb Oro spagnola con il Cb Clavijo di Logroño, cittadina di 150mila abitanti, capoluogo della comunità autonoma di La Rioja.
Parlare di giocatore di peso, nel caso di Lawal, è davvero un eufemismo. Al di la dei suoi cento e passa chili, infatti, siamo di fronte al tanto atteso - e tanto rimpianto - atleta capace di spazzare l'area sotto i canestri: in attacco ed in difesa. Quel «centrone» che la scorsa stagione è mancato e che in un campionato come la LegaDue italiana può davvero fare la differenza nelle partite giocate più sulla grinta che sulle qualità tecniche dei singoli. Giocatore elettrico ed estremamente solido, non a caso Lawal nelle ultime tre stagioni non è mai andato sotto i dieci rimbalzi di media. Sempre molto alto il suo contributo difensivo, grazie a doti di grande intimidatore come certificano le quasi due stoppate di media nell'ultimo campionato.
Inoltre il negeriano di passaporto statunitense è un giocatore spettacolare anche in attacco: ama giocare pick-roll e chiudere a canestro in schiacciata. I tifosi gialloblù, insomma, possono aspettarsi giocate spettacolari, canestri in stile Nba ed una presenza in campo capace di suscitare entusiasmo. Tra l'altro Lawal sta per diventare papà: il suo bambino (o bambina) nascerà proprio a Verona. La sua formazione cestistica è, ovviamente, americana: è cresciuto infatti ad Oakland ed alla Wayne St. University, uscendo con una media di 11.7 punti e 8.5 rimbalzi. La prima esperienza da professionista è arrivata nella stagione 2009-'10 in Qatar, nelle fila dell'Al Arabi, con oltre 15 punti e quasi 9 rimbalzi di media. Da lì l'arrivo in Europa, con la chiamata degli spagnoli del CB Guadalajara dove ha confermato le sue qualità con 13 punti ed 11 rimbalzi di media, prima di rescindere il contratto a causa dei problemi economici del club. Lawal ha quindi firmato per il Bendasi, in Libia, costretto ad abbandonare il Paese per la guerra civile. Felice il ritorno in Spagna, come testimoniato dai 10.6 rimbalzi, 9.1 punti e 1.8 stoppate di media col CB Clavijo. Lawal: la scorsa stagione è stato uno dei giocatori migliori di tutta la Leb Oro, fra i primissimi per valutazione.
Olaseni Abdul-Jelili Lawal, questo il suo nome completo, arriva in Verona grazie alla Cotonou Rules che gli permetterà di essere equiparato ad un giocatore europeo. Si tratta della possibilità, aperta grazie all'accordo di Cotonou firmato il 23 giugno del 2000 in Benin tra gli stati dai Paesi di Africa, Caraibi e Pacifico (Acp) da un lato e la Comunità europea e suoi stati membri. L'obiettivo più alto dell'intesa consiste nella riduzione e in prospettiva nell'eliminazione della povertà attraverso la progressiva integrazione dei paesi dell'Acp nell'economia mondiale, nel rispetto degli obiettivi dello sviluppo sostenibile. L'effetto secondario riguarda il trattamento accordato ai lavoratori provenientidagli stati Acp legalmente occupati in quelli della Ue.
È per questo che ogni anno la FedeBasket può stabilire un certo numero di «giocatori Cotonou» da tesserare tra serie A1 e LegaDue.


Bruno Fabris

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