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Tezenis

23.07.2012

La nuova Tezenis nasce nel caos di regole e numeri

TROPPE INCOGNITE. Resta ancora incerto il numero dei club iscritti. Torino e Napoli rinunciano al ripescaggio mentre Sant'Antimo potrebbe «fondersi» con i partenopei Campionato dispari o salvataggio di Ostuni o Treviso

Mario José Ghersetti in azione contro Ostuni nell'ultima di campionato di LegaDue

Mario José Ghersetti in azione contro Ostuni nell'ultima di campionato di LegaDue
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La crisi, certo. Ma anche l'insicurezza su quando e dove si giocherà il prossimo campionato di LegaDue. Due macigni che stanno frenando il mercato delle squadre che hanno la certezza della partecipazioni. «Buon per noi che quest'anno ci siamo presi per tempo ed abbiamo iniziato prima degli altri. A partire dall'allenatore che era ambito da piazze molto importanti», sottolinea soddisfatto il responsabile dell'area tecnica della Tezenis Giorgio Bordato. Forte anche di un terzetto di giocatori già portati a casa: Matteo Da Ros, Mario José Ghersetti e Massimo Chessa. Ma anche di una serie di trattative già avviate per i due americani. In attesa che dalla Federazione arrivi l'ufficializzazione delle 4 «Visa» per la coppia di statunitensi, il comunitario ed il «passaportato». Ma negli uffici federali l'attenzione in questi giorni è tutta riservata ad altre questioni. Innanzitutto per poter rispondere alla domanda principale: quante squadre giocheranno il prossimo campionato di LegaDue? Poi per definire quali saranno le squadre in lizza.
IL NUMERO IMPAZZITO. Il quadro di partenza sembrava abbastanza definito: alle dieci società che erano in A2 la scorsa stagione (Barcellona, Veroli, Scafati, Pistoia, Jesi, Imola, Bologna, Brescia, Sant'Antimo e Verona) si aggiungono Casale Monferrato retrocessa dall'A1, Ferentino, Trento e Trieste promosse dalla Divisione nazionale A e due ripescate tra Forlì, Napoli e Torino. Un'equazione di primo grado di facile soluzione, che negli ultimi giorni si è però trasformata in una formula matematica ricca di incognite e variabili indipendenti. La prima riguarda proprio Torino, protagonista di una scelta che avrebbe potuto semplificare la questione. «Ci vediamo costretti a rinunciare all'eventuale ripescaggio nella speranza di poter arrivare in tempi brevi ai vertici del basket italiano»: si conclude così, infatti, la lettera aperta che ieri Antonio Forni, il presidente della Pms Torino, ha scritto al numero uno della Fip Dino Meneghin.
L'AFFARE SI COMPLICA. Con due posti disponibili, se la terza candidata si ritira ci sarebbe solo da brindare. Ma non è così. Mentre Forlì, ormai certa del ripescaggio, inizia a fare mercato, Napoli arranca e pur di non rinunciare a riportare il basket sotto il Vesuvio lancia l'idea di una fusione mascherata con Sant'Antimo: la società del presidente Aniello Cesaro si traferirebbe a Napoli per un campionato di transizione e per permettere al club di Calise di reperire le risorse economiche che oggi non ha per subentrare la prossima estate. Del progetto si è parlato in una riunione che si è protratta per ore, fino a sabato notte. Conclusasi con una funata è grigia. Ma oggi anche Napoli, come Torino, rinuncerà al ripescaggio. Allo stato delle cose, quindi, le squadre pronte a partire sarebbero 15: sia che vada in porto il trasferimento-fusione a Napoli sia che Sant'Antimo continui da sola.
IL POSTO VACANTE. La 16esima poltrona, che sembrava avere tanti pretendenti, resta così vuota. Costringendo la LegaDue a rivedere strategie e decisioni. Ma a questo punto le soluzioni rimaste sono soltanto due ed entrambe rischiose: Ostuni o Treviso. Il sindaco della «città bianca» pugliese, Domenico Tanzarella, dopo l'esclusione decretata dal consiglio federale, ha inviato una richiesta di ammissione alla LegaDue. Ma la squadra si sta sciogliendo al sole del mercato, con Tommaso Rinaldi già trasferitosi alla Prima Veroli di coach Marcelletti ed i suoi compagni Marco Rossetti, Simone Berti e Mareks Jurevicus che stanno per seguirlo. Inoltre alla domanda di ammissione è stata allegata la documentazione relativa al campo di gioco del PalaElio di Brindisi senza però che l'Enel Basket Brindisi padrona di casa sia stata consultata.
SOLUZIONE DI MARCA? L'altra possibile soluzione porta nella Marca. Oggi ci sarà il secondo atto dello scontro tra Treviso basket e la Federazione pallacanestro, con la commissione giudicante - il primo grado della giustizia sportiva - che dovrà esaminare il ricorso trevigiano all'esclusione del club dall'A1. Un contenzioso che potrebbe allungarsi ai tempi biblici della giustizia sportiva prima e di quella ordinaria poi, fino al Tribunale amministrativo del Lazio come ultima istanza. È fantabasket pensare che qualcuno in Federazione pensi alla possibilità di far ripartire Treviso dalla LegaDue? Se nella Marca accettassero una proposta che solo un mese fa hanno invece rigettato con sdegno si coglierebbero i classici due piccioni con una fava. Anche se a spaventare alcuni - Torino e Treviso su tutte - è la scadenza del prossimo anno, quando la LegaDue si trasformerà in una divisione dilettantistica. Ha senso spendere soldi ed energie per diventare un club professionistico per un solo anno?


Bruno Fabris

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