20.07.2012
DAGLI STATES. Il Gm gialloblù verso il ritorno e non a mani vuote. Uno dei due americani di Verona sarà un play: «Ma prima ufficializzeremo un buon giocatore italiano». E a Las Vegas ecco spuntare Lou «Sweet» Bullock
Alessandro Giuliani sta per rifare le valigie per tornare a Verona. E dagli Stati Uniti potrebbe portarsi dietro un play. Anzi: il play che guiderà i movimenti della Tezenis nel prossimo campionato di LegaDue. Per conoscerne il nome - frutto delle sue due settimane di tour tra le summer league statunitensi - bisognerà aspettare un po' visto che prima, per stessa ammissione del general manager della Scaligera, ci dovrebbe essere a giorni l'ufficializzazione di «un buon italiano». Quella del nuovo regista gialloblù potrebbe così arrivare a metà della prossima settimana. Sul fronte mercato va però segnalato il tentativo di inserimento di Barcellona Pozzo di Gotto nella corsa a Mario Ghersetti. Verona ha da tempo in piedi una trattativa molto ben avviata con il centro argentino che ha giocato la scorsa stagione a Brescia, ma negli ultimi giorni dalla Sicilia si sono fatti avanti con decisione: non è un mistero che i giallorossi siano a caccia di numeri 5 ed abbiano messo in lista Cittadini, l'anno scorso a Sant'Antimo, e proprio Ghersetti.
Sembra intanto schiarirsi la situazione per quanto riguarda i pass per gli stranieri. Dovrebbero arrivare quattro «Visa»: due per gli extracomunitari, una per il comunitario ed una per il passaportato. Mentre si resta in attesa che vengano ufficializzati i ripescaggi. Dopo l'addio di Piacenza, Bologna ed Ostuni, alle dieci società che già la scorsa stagione erano in A2 (Barcellona, Veroli, Scafati, Pistoia, Jesi, Imola, Bologna, Brescia, Sant'Antimo e Verona), alla retrocessa dall'A1 (Casale Monferrato) ed alle tre promosse dalla Divisione nazionale A (Ferentino, Trento e Trieste) la Lega aggiungerà due club: uno sarà certamente Forlì, l'altra sarà una tra Napoli e Torino. I partenopei, che sembravano in netto vantaggio sui rivali, hanno invece trovato grandi difficoltà a far fronte alle condizioni economiche imposte dal ripescaggio. E Torino (piazza affamata di basket) sembra pronta ad approfittare della situazione.
Tornando in casa gialloblù, per Giuliani sembra essere arrivato il momento di tirare le fila dei tanti appunti presi nelle ultime settimane. In questi giorni la Summer league di Las Vegas - dove il general manager della Scaligera è arrivato dopo l'esperienza ad Orlando - ha visto crescere la partecipazione delle squadre Nba a 22 più una selezione della D-League e ad alcune prime scelte altissime come Jeremy Lamb, 12esima draft degli Huston Rokets. Non bastassero i match e gli allenamenti già programmati, le agenzie statunitensi invitano gli operatori di mercato a camp privati (showcase) per mostrare i loro talenti, compresi interessanti rookies. «Si comincia alle 9 e si finisce alle 21.30», confessa Giuliani. «Ma va bene così. Queste due settimane hanno detto che nonostante la crisi gli agenti Usa ed i loro giocatori non abbassano di molto le pretese. E purtroppo per l'Italia certi paesi come la Turchia, Israele ed in alcuni casi la Germania offrono salari altissimi. In più il sogno dell'Nba attira ancora tantissimi ragazzi, che preferiscono aspettare la fine della Summer league prima di accettare le proposte dell'Europa».
Tante facce conosciute, nei giorni americani di Giuliani. «Ho incrociato proprio ieri Lou Bullock, che ho allenato alla Scaligera nella stagione dell'Eurolega. Saluta Verona visto che è rimasto molto legato alla città: è un ragazzo adorabile, sapeva del mio ritorno a Verona ed ogni volta che ci vediamo ricordiamo insieme quegli anni». Sentimentalismi a parte, la missione statunitense ha un obiettivo preciso. «Sicuramente uno dei due americani sarà un play», ammette Giuliani. «Le caratteristiche saranno legate all'italiano da quintetto che riusciremo a firmare in un futuro molto prossimo. L'altro sarà un combo (giocatore che combina gli attributi di una guardia tiratrice e di un playmaker o di una guardia e di un'ala piccola). L'idea è di un 2-1 oppure un 2-3 atletico che sappia attaccare il canestro ed essere complementare con le due guardie».
Nel taccuino di Giuliani i nomi non mancano. Anzi: assomigliano più ad elenchi telefonici che a liste di invitati ad una festa. «Nel ruolo di guardia mi ha fatto una buona impressione Adrian Banks, ex best scorer in Israele con l'Elitzur Maccabi Netanya. Ho visto bene in un camp privato anche Ted Scott, guardia combo ex Benfica ma anche miglior realizzatore in Polonia due stagioni fa. Tra i play puri bellissimo da vedere Erving Walker, rookie di Florida per ora irraggiungibile, e Tu Holloway, rookie di Xavier che però vuole tentare di andare nell'Nba». Ma ora è arrivato il momento delle scelte.
Bruno Fabris
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Partecipa. Inviaci i tuoi commenti