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Tezenis

04.05.2012

Una serata in gialloblù con speranze play off

INCONTRO A CASTEL D'AZZANO. Davanti ai giovani del paese l'allenatore ed alcuni giocatori hanno ammesso che credono ancora nella possibilità di centrare l'obiettivo. Brusamarello dice: «È nei momenti difficili che si vede la vera squadra». Mariani: «Non meritiamo di finire dietro Morpho Piacenza e Veroli»

Foto di gruppo per i protagonisti della «Serata gialloblù» di Castel d’Azzano

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La Tezenis rimane aggrappata all'ultima speranza. I gialloblù non mollano. Lo assicurano ai tanti giovanissimi e giovanissime che hanno fatto domande a raffica nella bella «Serata gialloblù» promossa nell'affollata sede comunale di Castel d'Azzano dal locale assessore allo Sport Massimiliano Liuzzi e ben coordinata da Alberto Fabbri. «Momenti di difficoltà ne abbiamo avuti e ci stiamo dentro», ha spiegato Giacomo Mariani. «L'unico modo per superarli lo troviamo nel gruppo, che è la nostra famiglia: dobbiamo essere bravi a capirlo». «Abbiamo perso una grande occasione», ha invece ammesso capitan Giorgio Boscagin, «ma dobbiamo estraniarci, riconsiderare il tutto e preparare bene la prossima partita». «Se ne esce insieme, non da soli», ha avvertito Andrea Renzi. «Cercheremo di darci una mano, stare sereni e andare in campo a testa alta». «Quando si riprende dopo una sconfitta», è il punto fatto da coach Alberto Martelossi, «l'impegno mentale e fisico è ancora maggiore. Bisogna sistemare le cose che non vanno e mettere un po' di rabbia in più: i primi giorni della settimana sono i più importanti». «È molto importante», ha osservato Antonio Porta, «fare autocritica, non farsi prendere dalla tensione, fare un'attenta analisi e pensare dove si può fare meglio, mettendo in campo tutte le energie positive». «Quando le cose vanno bene, siamo tutti bravi e nessuno mette pressione», ha infine sottolineato Gabriele Brusamarello. «Ma è nei momenti difficili che si vede la vera squadra».
E la Tezenis vuole esserlo, dando sempre il 100 per cento in palestra e in partita. I ragazzi chiedono se, qualche volta, non sia stato così. La risposta è univoca. La sintesi è dello stesso coach Martelossi: «Non penso che un giocatore entri in campo con l'idea di non dare il 100 per cento, ma penso ci siano fattori che possano scombussolare le intenzioni e possono dipendere dagli avversari, dai compagni, dagli arbitri. Ma l'idea iniziale c'è sempre. E credo sia molto interessante che, se non hai la consapevolezza di aver estratto tutte le energie nella gara precedente, uno sappia di dover cercare di essere ancora più determinato nella prossima».
C'è un clima sereno. Si ride e si scherza ma non si perdono di vista i contenuti. «Brusamarello è il comico della compagnia» e «nei due mesi in cui è stato infortunato ci è mancato», dicono gli altri giocatori. Sembra sia un bravo imitatore, ma Gabriele non se la sente di esibirsi. I gialloblù svelano qual è il loro gesto atletico preferito: il tiro da tre per Brusamarello («In squadra ci sono dei bravi passatori e la palla mi arriva spesso quando sono libero») e Boscagin («Niente altro mi dà una scossa di adrenalina come quando metto un bomba»); il «Passaggio e far segnare i compagni» per Porta; «La schiacciata, gesto liberatorio che mi piace fare» per Renzi; «Vedere Renzi che schiaccia», ironizza Mariani.
A Martelossi, che i gesti atletici cerca di impostare (e insegna ad un ragazzino come si tira la palla e come si prende la mira verso il canestro), «piace l'idea della trasferta, il vedere le facce dei giocatori, la preparazione della partita». E raccontano agli interlocutori quello che loro piace di più della Tezenis: «La grande simpatia, le relazioni che si creano anche fuori dal campo, la mancanza di frizioni» (Mariani); «La supersimpatia di Brusamarello» (Boscagin); «La vita in spogliatoio è il bello del gruppo» (Renzi); «Le risate, gli scherzi, le prese in giro nello spogliatoio» (Porta).
È una serata di distensione per i gialloblù, che per qualche ora fa dimenticare «l'incavolatura e la delusione di non aver saputo giocare al meglio una carta importante per dare un buon valore alla nostra stagione». Mariani assicura: «Adesso, siamo aggrappati all'ultima speranza, ma c'è la voglia di andare a Piacenza e portare a casa i due punti, lo vogliamo per il lavoro fatto quest'anno in palestra, per quanto abbiamo sofferto nel mettere le toppe alle diverse situazioni. Non ci meritiamo di finire dietro e vogliamo giocarci sino in fondo la vittoria sul campo di Piacenza, contro una buona squadra, che magari in casa propria non ha sempre brillato e con meno motivazioni delle nostre, visto che è già sicura al 100 per cento di essere ai play off».


Renzo Puliero

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