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Tezenis

06.04.2012

Mariani: «Tezenis, altri 6 punti e siamo a posto»

UNA POLTRONA PER TRE. Piacenza e Veroli minacciano di contendere fino all'ultimo alla squadra di Alberto Martelossi la qualificazione agli spareggi promozione. Il play gialloblù stila la sua tabella play off: «Vinciamone due in casa e una fuori: possiamo essere  noi i padroni del nostro destino»

Giacomo Mariani in azione FOTOEXPRESS

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Una poltrona per tre. Troppo scomoda per accontentare tutti. Si sgomita, si lotta, si mugugna, si spinge, si prega, si spera. Vale tutto. Pure i colpi bassi. E la Tezenis si dovrà adeguare. Il finale di campionato regalerà sorprese ed emozioni.
E la Scaligera è ancora in ballo per un posto al sole.
Piacenza e Veroli contendono ai ragazzi di Martelossi il pass per i play off. Appena dietro pure Ostuni dell'ex Marcelletti. Il destino ha voluto che Verona vada ad affrontarle tutte nella coda del campionato. L'Uomo della Provvidenza,
Giacomo Mariani, ha un solo pensiero. «Padroni del nostro destino». Il seguito delle sue riflessioni serve a perfezionare l'analisi di una stagione vissuta sulle montagne russe. Mariani sa cogliere l'attimo.
Entra e mette nel cesto quanto è necessario per fare festa. Lo ha fatto a più riprese. Glaciale. Più freddo della notte polare. E la Scaligera dovrà cercare di imitarlo.
Il destino ha voluto così: corsa finale con Veroli e Piacenza. Senza esclusioni di colpi.
«Va bene così. E io metto pure Ostuni che è attaccata a noi e non molla niente. Purtroppo o per fortuna saremo artefici del nostro destino. E rispetto ad esperienze passate, va molto meglio avere noi il pallino in mano. Decideremo noi, e non dipenderà da altri il nostro futuro».
Ostuni può essere la chiave di volta prima della volatona?
«Sicuramente la sfida ad Ostuni rappresenterà una delle sfide più importanti della stagione. Poi, per molti di noi avrà un valore speciale perché affronteremo Marcelletti, il nostro ex allenatore».
Riflettiamo su un refrain ascoltato fino alla nausea: Tezenis grande con le grandi, ma piccole con le altre. Perché?
«In realtà abbiamo vinto anche ad Ostuni di venti. Poi, giocare con certe squadre è più semplice. Più sai chi devi fermare e come farlo meglio ti prepari. E questo accade con le big. Mentre le squadre meno organizzate vivono più di talento individuale e spesso diventano imprevedibili».
Quanti punti servono per staccare il pass per i play off?
«Sei punti. È necessario vincere le due in casa e provare a fare un colpo fuori».
Qui a Verona c'è già stato un Piacenza-Verona decisivo per la stagione. Non era basket, ma calcio. L'Hellas finì in B. Clamorosamente. Crede che dovrete andare anche voi a giocarvi tutto da loro all'ultima giornata?
«Speriamo non sia decisiva. L'auspicio è quello di arrivare a quella sfida con i play off già in tasca. E faremo di tutto perché sia così».
Veroli e Piacenza vi hanno già battuto quest'anno. E con gli emiliani avete giocato forse una delle peggiori partite casalinghe della stagione. I precedenti non aiutano certo a farvi stare tranquilli.
«Piacenza è stato un episodio. Solo con loro abbiamo accusato un divario così importante. In tutti gli altri casi ce le siamo sempre giocate fino in fondo le partite. Loro, tra l'altro, riuscirono in quell'occasione a tirare con il 60 per cento da tre. La sconfitta di Veroli, invece, è maturata, invece, al supplementare, quando l'avevamo avuta in mano noi».
L'insegnamento?
«Se perdi concentrazione non vai da nessuna parte».
L'impressione è che lei sia stato l'uomo del «carpe diem». Entra e risolve. Crede che anche la Tezenis sia sempre riuscita a cogliere l'attimo? O qualche volta è mancata la lucidità nei momenti cruciali?
«Abbiamo avuto qualche problema. Altrimenti non avremmo cambiato allenatore e Vukcevic sarebbe ancora con noi. Quindi è ovvio che ostacoli ne abbiamo incontrati. Ma adesso abbiamo la possibilità di riscattare la partenza difficile avuta in campionato. E io penso che le grandi stagioni si possono costruire anche nelle ultime partite del campionato. Per noi tutte le porte sono aperte e abbiamo ancora tante occasioni da cogliere».
Limiti da abbattere?
«Abbiamo regalato qualche partita che meritavamo di vincere. Colpa di cali di concentrazione. Potessi tornare indietro rigiocherei le partite con Bologna all'inizio e con Jesi in trasferta. E magari anche altre gare passate e perse. Le potremmo vincere e dominare con altro approccio».
Ma è andata diversamente.
«Sì, è andata diversamente. E comunque restiamo padroni del nostro destino».


Simone Antolini

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