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Tezenis

02.03.2012

Tezenis a Bari perché... c'è un Brindisi da fare

VERSO LA COPPA ITALIA. È l'ora della verità per i gialloblù di Alberto Martelossi. Che predica calma. Contusione in allenamento per Renzi: in dubbio la sua presenza. Domani la sfida contro i pugliesi che designerà chi affronterà in finale la vincente tra Scafati e Jesi. «Dimentichiamo Barcellona: inizia un'altra storia»

Alberto Martelossi, coach della Tezenis Verona, si sbraccia durante un incontro

Alberto Martelossi, coach della Tezenis Verona, si sbraccia durante un incontro
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Tempo di verità. Domani si comincia. Gara secca. Non puoi sbagliare. Nemmeno bluffare. La Tezenis vola a Bari. C'è Andrea Renzi in dubbio. Colpa di una contusione al malleolo rimediata in allenamento che sta costringendo lo staff medico a terapie. Si vedrà.
Cornice stupenda comunque quella della Coppa Italia.
Quattro squadre, mille aspettative. E Verona che viaggia da outsider. Si comincia con Brindisi. Avversario poco malleabile. Ma in questo periodo pare che i Giganti di Martelossi siano in vena di miracoli. Forse la vittoria di Barcellona ha riacceso la luce. Forse è l'inizio di una nuova storia dopo tanti alti e bassi. Forse si può ancora chiudere nel miglior modo possibile una stagione ricca di incongruenze. Intanto, però, il campionato aspetta dietro l'angolo. Prima l'affascinante impegno di Coppa. Alberto Martelossi in questi giorni ha lavorato molto sulla chimica di squadra. Testa, muscoli, atteggiamento. Prima di volare in Puglia era fondamentale tenere il meglio di quanto fatto contro la Sigma ed espellere fastidiose tossine.
Martelossi, facciamo un passo indietro. La vittoria di Barcellona le ha consegnato una nuova Tezenis?
«Li ho visti presenti e volitivi. I segnali positivi, in prospettiva, non sono mancati. Questa è la notizia più importante rispetto ad altre gare dell'ultimo periodo. Come sempre, però, i giudizi vanno consegnati ai posteri. E adesso inizia tutta un'altra storia».
Qualcosa la preoccupa?
«No, assolutamente. La mia è solo una constatazione. E mi spiego: ciò che è sufficiente la domenica prima per portare a casa una vittoria, non potrebbe bastare quella successiva. E questo, allora, ci impone sempre di crescere e di migliorare. Non possiamo accontentarci. Non dobbiamo adagiarci. E questo percorso di crescita, iniziato ormai da tempo. Non dovrà fermarsi mai».
Il mercato poteva portare rivoluzioni. Per ora è arrivato McGrath. La sua idea?
«Donnie è un ragazzo che è sceso l'aereo il venerdì e si è trovato subito nella mischia. Io pensavo addirittura di utilizzarlo ancora meno di quanto poi fatto sul campo. Il peso dell'incontro, naturalmente, era sulle spalle dei giocatori che hanno fatto l'ossatura della squadra. Detto questo, va chiarita una cosa: abbiamo scelto un giocatore che stia in un'ottica di insieme nel resto della squadra. Non aspettiamoci quindi da lui punteggi o giocate roboanti. Donnie può dare un contributo di solidità e precisione. E speriamo pure possa aprire le difese».
Cosa può fare la Tezenis in questa Coppa Italia?
«Partiamo da outsider. E questo spesso non ci succede. La nostra squadra, infatti, da tempo deve convivere con il pesante fardello di risultati ipotetici che devono arrivare come per forza. Invece, credo non ci sia nessun bisogno di calcare la mano su questo aspetto, visto che le partite vanno pensate, giocate e possibilmente vinte di volta in volta. E per qualsiasi obbiettivo diverso dalla salvezza, quindi, c'è per forza di cose da fare un passaggio iniziale. Vale per tutti il discorso di arrivare a 20 o 22 punti per centrare la salvezza. Poi si potrà pensare ad altro».
S'inizia con Brindisi, poi…
«Dobbiamo arrivarci al meglio alla sfida con Brindisi. Non abbiamo nulla da perdere. Speriamo quindi di dare vita ad una partita importante e propositiva. Nella migliore delle ipotesi ci troveremmo a giocare una finale che per il club rappresenterebbe momento prestigioso e significativo. Allo stesso tempo, nella peggiore delle ipotesi, vorrei che anche in caso di sconfitta potessimo raccogliere un'esperienza importante attraverso una prestazione di spessore”.
Quest'anno, comunque, vi è successo spesso di esaltarvi con le grandi squadre del torneo…
«Sì, questo è un dato di fatto. A volte più che un problema di motivazione penso sia di 'accoppiamento'. Sul piano fisico, con le grandi, ci riescono più facili. Quindi, sono curioso anch'io di valutare le situazioni che si proporranno in Coppa Italia. E sono curioso anche di poter analizzare da vicino tre squadre che hanno dimostrato nella prima parte della stagione di giocare un'ottima pallacanestro. Scafati ha proposto il miglior gioco di tutto il campionato. Jesi sta producendo in questo momento un'ottima pallacanestro, mentre Brindisi ha evidenziato grande solidità. Il primo test sarà sicuramente molto significativo. Sono convinto che ci arriviamo nel miglior modo possibile. Faremo leva sulle nostre motivazioni. Abbiamo un vasto assortimento di squadre e di valori. E dovremo essere abili ad inserirci con pieno merito in questa situazione. La Coppa, però, offre nuovi stimoli. Ed una squadra che va alla caccia del perpetuo miglioramento non dovrà restare indifferente alle sollecitazioni che arrivano da fuori».


Simone Antolini

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