lunedì 20.05.2013 ore 01.05

TeleArena Radio Verona
Google+ Feed RSS

Sport

Sport

Chievo

27.08.2012

Chievo da applausi, Pellissier
e Cruzado stendono il Bologna

La squadra di Di Carlo decolla nella ripresa e chiude il conto con due gol molto belli. Decisivo l'ingresso del peruviano. Espulso Perez

Sergio Pellissier festeggiato dai compagni di squadra dopo il primo gol al Bologna FOTOSERVIZIO EXPRESS

Sergio Pellissier festeggiato dai compagni di squadra dopo il primo gol al Bologna FOTOSERVIZIO EXPRESS
  • Aumenta
  • Diminuisci
  • Stampa
  • Invia
  • Commenti 4

Verona. Grazie, capitano. C'è sempre lui nelle storie belle del Chievo e così, diventa tutto infinitamente più semplice. Quando Sergio Pellissier irrompe di testa, sul delicato cross di Cruzado e infila Agliardi, si capisce che il destino del Bologna è irrimediabilmente segnato. È festa, bella, meritata, completa. Ci mette la firma pure Cruzado, uno che entra e che, come si dice, "spacca" la partita. Il sinistro sull'assist di Luciano non è violento ma è velenoso e sul Bologna di Pioli cala la notte. Anche se, giusto per essere chiari, non era mai stato giorno. In realtà, non c'è mai partita, neppure nel primo tempo, quando Pioli s'illude di tener testa al Chievo, rinunciando però a giocare. Una sola punta, Diamanti a sostegno, una diga in mezzo, sperando di limitare i danni. Il Chievo ci mette un tempo a prenderci le misure, poi alza il ritmo e schianta il Bologna sul piano della corsa, delle idee, della voglia. E riaccende così le luci del Bentegodi. LA MOSSA DI MIMMO. Quella che cambia i destini del match, quella che dimostra quante carte ci siano nel mazzo di Mimmo Di Carlo. Scatta la ripresa, il match sembra la fotocopia del primo tempo, meglio il Chievo, ma senza il lampo di genio, la marcia in più. Allora Mimmo nostro toglie Di Michele e infila nel match il sinistro vellutato e il talento di Rinaldo Cruzado. Il peruviano ci mette un minuto a entrare in partita. Prende palla, va sulla sinistra, mette in mezzo un sinistro al millimetro sul quale Pellissier brucia il Bologna e fa scattare il Bentegodi. Gol da attaccante di razza. Mica è finita. Ancora Cruzado, si libera in mezzo all'area, sulla punizione rasoterra di Luciano e infila Agliardi per il conto totale. E poi, dribbling, tunnel, veroniche, persino qualche palla "rubata" a metà campo, fino a quando Perez, guerriero uruguagio, lo stende con un'entrataccia da "rosso" diretto.  L'ORCHESTRA GIALLOBLÙ. Sarebbe sbagliato, va detto, ridurre il successo, alle prodezze dei singoli. Il Chievo passa perché è più squadra, più gruppo, più forte, più tutto del Bologna. Magari una mano gliela dà, senza volerlo, anche Pioli (troppa prudenza, via...), ma il Chievo comanda per un tempo e dilaga nel secondo, sull'onda di una condizione atletica nettamente migliore. Rigoni, Luciano, il combattente Hetemaj, finiscono per dominare in mezzo al campo, sorretti dietro da una linea impeccabile e sfruttando il grande lavoro degli attaccanti. Insomma, una squadra vera, capace di mascherare la serata non esaltante di Théréau e Di Michele e di esaltarsi alla distanza con la sicurezza figlia della maturità. Della saggezza. Una squadra che gioca a memoria, che sa sempre cosa fare e che manda il primo messaggio della stagione. L'undicesima in serie A, meritava un avvio come questo.  IL GIOVIN LUCIANO. Quando esce, il Bentegodi si alza in piedi. E applaude. Ormai è un monumento, giocatore senza tempo e senza età, che offre ancora una volta una prestazione esaltante. Corsa, gambe, cuore, testa, vien davvero da chiedersi quanti anni abbia e quanta benzina ancora ci sia nel suo serbatoio. Alla sua altezza anche Rigoni, la bussola del centrocampo di Di Carlo. E poi «centopolmoni» Hetemaj, la puntualità di Sardo e Frey, la sicurezza di Dainelli e Cesar. Per essere la prima, il Chievo dà la sensazione di avere le idee molto chiare. Ha studiato l'avversario, ha piazzato l'uno-due, non ha rischiato niente. Umile e prepotente, saggio e spietato. Per carità, è troppo presto per regalarsi illusioni, ma non lo è, di sicuro, per stappare una bottiglia di quello buono. Cin cin.


Raffaele Tomelleri

Commenti 4

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto e vagliato. I commenti o le parti ritenute inadatte o offensive non saranno pubblicate.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di