09.08.2012
FERMATA IN SARDEGNA. Ancora un passo falso contro una squadra di serie A. Dopo la sconfitta con il Catania Pellissier e compagni si arrendono davanti al Cagliari. L'attaccante di Ficcadenti segna dopo pochi minuti. La truppa di Di Carlo accusa il colpo e reagisce tardi ma sfiora ripetutamente la rete del pareggio
Olbia. La frustata di Larrivey, il risveglio gialloblù, la lunga rincorsa al pareggio che non arriverá: il Chievo lascia Olbia, e l'amichevole col Cagliari, con una sconfitta che un po' disturba ma niente cambia nel percorso di crescita della squadra di Di Carlo. Opposti a un avversario giá in buona condizione, i gialloblù hanno mostrato di avere gamba discreta, ritmi accettabili, giocate anche fluide nonostante il rimescolamento degli interpreti operato dal primo minuto della ripresa da Mimmo Di Carlo. Sono arrivate pure le occasioni per riconquistare l'equilibrio tuttavia, un po' per imprecisione e un po' per la buona vena dei due portieri rossoblù - prima Agazzi e poi Avramov - l'1-1 è rimasto nelle intenzioni fino alla fine.
Verranno tempi migliori, verranno pure i gol. Magari quando il risultato non avrà valore semplicemente simbolico. Verrá pure qualche briciolo di attenzione in più, soprattutto in partenza: quella costata caramente ieri sera al Chievo. Che fin dai primi secondi di gara ha paurosamente sbandato. Pedatona di Farkas su Pinilla in fuga, affondo di Pisano arginato a fatica. Quindi il cross, splendido, di Cossu da sinistra e l'interno destro, al volo, del liberissimo Larrivey. Per Puggioni non c'è nulla da fare e il piccolo stadio Nespoli, affollato da almeno quattromila supporters sardi, salta di gioia. Insomma, sono passati appena due minuti e i gialloblù, visibilmente intorpiditi, sono giá sotto.
Peccato perché la squadra si rimette immediatamente in linea di galleggiamento, mette l'impronta sul match, inizia ad aggredire con costrutto. E a costruire gioco. Di Carlo, memore dell'undici impiegato sabato a Bastia, schiera chi ha giocato meno e davanti a Puggioni la difesa a quattro è composta da Frey, Farkas, Dainelli e Sardo. A metà, ai lati di Guana, giostrano Luciano e Marco Rigoni mentre il terzetto offensivo è composto da Théréau, Stoian e Di Michele.
Il segnale della riscossa sembra poter produrre risultati concreti attorno al quarto d'ora: prima Théréau innesca Stoian, che dribbla secco e spara per la parata di Agazzi; due minuti e i ruoli si invertono: il cross rasoterra dell'ex Bari è una delizia ma Théréau tocca appena a lato. La partita, a dispetto del caldo umido e dello stato di forma - necessariamente imperfetto - di entrambe le contendenti, è piacevole. Il confronto è aperto, i capovolgimenti di fronte continui. C'è pure qualche colpetto proibito, tanto per ricordare che le gare ufficiali si stanno avvicinando a grandi passi. C'è, sul lato sardo, il grande dinamismo del centrocampo e la vena di Larrivey (sberla al 22' che Puggioni manda in angolo) oltre all'iniziativa, sempre efficace, dell'applaudito Pinilla; c'è, sulla sponda veronese, il filtrante perfido di Stoian ricevuto da Frey, improvvisato centravanti: destro a giro e traversa che trema. Ma il pari non arriva. Arriva invece un tentativo di deviazione sottoporta di Ariaudo (fuori) e una sberla di Guana dai venti metri, alta non di troppo.
La ripresa si apre con l'ingresso di Bassoli, Cofie e Moscardelli. Uno per reparto. E la voglia, intatta, di riacciuffare il risultato. Moscardelli, in modo particolare, pare avere un fatto personale con la partita. E magari con Avramov, che gli nega la soddisfazione di centrare il bersaglio in almeno un paio di circostanze. Prima al 15', quando il "Mosca" scaraventa un tiraccio, su punizione, dai venticinque metri; poi, al 21', dopo un lungo batti e ribatti avviato proprio da una volata dell'attaccante, che sfrutta un cross teso per esaltare ancora i riflessi del portiere del Cagliari. Prima, in apertura di frazione, ci aveva provato Pinilla a sondare l'attenzione di Puggioni, in realtà estremamente vigile.
La rivoluzione di metà tempo (sette cambi sette quelli operati contemporaneamente da Di Carlo) non spegne il Chievo ma asciuga un tantino il gioco. Rischia di arrotondare il Cagliari (prima con Nenè e poi con il solito Larrivey, tra il 23' e il 36') mentre gli assalti gialloblù, sempre meno lucidi, non creano più veri sussulti ad Avramov. Note liete e meno liete, programmi comunque rispettati: sabato c'è l'Atalanta, altro test da serie A. Ci si aspetta un nuovo passettino in avanti verso un traguardo che è fissato il prossimo 26 agosto.
Francesco Arioli
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